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Le torture contro i giovani detenuti australiani di cui nessuno parla

La ABC ha mandato in onda alcuni filmati scioccanti che mostrano il trattamento brutale riservato ai minori ospiti di un centro di correzione nel Territorio del Nord

Immagine di copertina

Il network australiano ABC ha causato un’ondata di indignazione mandando in onda alcuni filmati che mostrano il trattamento riservato ad alcuni minori detenuti in un centro nel Territorio del Nord.

Il centro di detenzione per minori Don Dale, situato nell’area di Darwin, la capitale dello stato settentrionale australiano, adopera metodi piuttosto estremi.

I video mostrano infatti alcune scene scioccanti: ragazzi investiti con del gas lacrimogeno; un prigioniero piuttosto minuto tenuto giù e spogliato completamente da alcune guardie; un altro legato a una sedia e incappucciato per due ore.

Il governo del Territorio del Nord ha approvato nuovi strumenti per immobilizzare i detenuti, come la sedia sulla quale è costretto il ragazzo ripreso, il 17enne Dylan Voller, ma il richiamo ai metodi usati in prigioni tristemente famose come Abu Ghraib, a Baghdad, o Guantanamo Bay, ha fatto inorridire gli spettatori.

Il pubblico australiano, il governo federale e l’opposizione non possono non chiedersi se queste pratiche brutali e inumane non siano la regola piuttosto che l’eccezione. Sarebbe gravissimo se quello di Don Dale non fosse un caso isolato ma un metodo radicato nel sistema della giustizia minorile dello stato. 

E l’Australia ha già fatto parlare di sé riguardo i centri di detenzione obbligatoria in cui i richiedenti asilo arrivati illegalmente nel paese vengono condotti – per altro su territorio non australiano – in attesa che venga esaminata la propria domanda e ospitati in condizioni disumane.

Il primo ministro australiano, Malcolm Turnbull, ha fatto sapere che una commissione d’inchiesta si occuperà di fare luce sulla questione, ma non ha chiesto la chiusura immediata del centro coinvolto, limitandosi ad asserire che i minori detenuti devono essere trattati umanamente.

Il premier del Territorio del Nord ha declinato qualsiasi responsabilità e dopo aver estromesso il ministro responsabile del dipartimento di correzione, John Elferink, ne ha assunto il portafoglio (Elferink resta però ministro della giustizia).

L’Unicef si è immediatamente espressa in termini di chiara condanna contro pratiche come l’isolamento, il denudamento e l’uso ingiustificato della forza, asserendo che possono essere considerati atti di tortura.

Ma una questione ulteriore che emerge da questi fatti è quella del trattamento riservato agli aborigeni australiani: il 96 per cento dei minori detenuti nel Territorio del Nord sono infatti ragazzi indigeni, ma la popolazione aborigena nello stato è solo il 30 per cento.

(Qui sotto il video del ragazzo incappucciato e tenuto legato a una sedia e a seguire il video del ragazzo tenuto giù e spogliato dalle guardie – fonte: YouTube)