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I partiti dell’opposizione in Turchia hanno organizzato una manifestazione per condannare il golpe

L’evento ha avuto la benedizione di Erdogan e ha segnato una importante vittoria di immagine per il presidente turco

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Domenica 24 luglio decine di migliaia di persone hanno partecipato a una manifestazione pro-democrazia per condannare il tentativo di colpo di stato del 15 luglio. La marcia e il comizio sono stati organizzati dal partito repubblicano di opposizione Chp, ma ad essa hanno partecipato anche i sostenitori del partito Akp del presidente Recep Tayyp Erdogan, in una rara dimostrazione di unità nazionale in questi giorni convulsi per la nazione.

I manifestanti si sono riuniti in piazza Taksim a Istanbul e i canali televisivi governativi hanno trasmesso le immagini e i discorsi dei politici dell’opposizione sul palco. Durante il comizio, il leader del partito repubblicano Kemal Kilicdaroglu ha ribadito che “questo è un giorno di unità, un giorno per ribellarsi ai regimi dittatoriali e ai colpi di stato, un giorno per far sentire la voce della gente”.

Soddisfatto per la partecipazione di molti sostenitori dell’Akp di Erdogan, Kilicdaroglu ha invitato all’unità per il bene della Turchia: “Lo Stato”, ha affermato, “non può essere governato con l’odio, la rabbia e il pregiudizio. I golpisti devono essere processati secondo quanto previsto dalla legge”.

Tuttavia il leader repubblicano ha voluto sottolineare che il paese “va riformato” ed è necessario colpire “con il bastone della legge” chi ha organizzato il golpe e dunque sono da evitare torture e maltrattamenti che metterebbero la nazione in cattiva luce e “chi è dalla parte del giusto sullo stesso livello dei golpisti”.

Nella piazza sventolavano centinaia di bandiere turche, molte delle quali avevano l’effige di Ataturk, Mustafà Kemal, il militare che guidò l’insurrezione dalla quale nacque la moderna repubblica turca. Se il partito di Erdogan utilizza prevalentemente una retorica e una simbologia legata all’Islam, i repubblicani si sono sempre riconosciuti nella laicità dello stato, storicamente rappresentata e difesa dai militari.

Per questo la manifestazione di ieri durante la quale i kemalisti hanno scaricato l’esercito ha segnato un’importante vittoria di immagine del presidente Erdogan e conferma come il paese negli ultimi anni sia cambiato.