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Il giovane arrestato a Monaco aveva incontrato l’attentatore poco prima della sparatoria

I magistrati sospettano che non denunciò l’amico nonostante fosse a conoscenza delle sue intenzioni

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Il giovane di origine afghana di 16 anni
arrestato domenica 24 luglio dalla polizia tedesca aveva incontrato l’attentatore poco
prima dell’attacco nel centro commerciale di Monaco ed era in contatto con lui
via Whatsapp.

Sono gli ultimi dettagli che emergono dall’indagine
della procura sulla sparatoria nel centro commerciale in cui sono morte nove
persone. Secondo gli inquirenti il giovane era a conoscenza delle intenzioni dell’amico ma non lo
avrebbe denunciato alla polizia.

Il procuratore di Monaco, Thomas
Steinkraus-Koch, che indaga sul caso, durante una conferenza stampa lunedì 25
luglio, ha fatto sapere che il ragazzo di origine afghana poco prima della sparatoria aveva parlato via
Whatsapp con Ali Sonoboly e sapeva che l’amico aveva un’arma con sé.

Le conversazioni sono state cancellate dal giovane,
ma la polizia scientifica è riuscita a recuperarle: un elemento che aggraverebbe la sua posizione.

“La chat e l’interrogatorio hanno fatto
emergere che il giovane afghano incontrò l’attentatore pochi momenti prima
dell’attacco ed è stato visto più tardi sulla scena del crimine”, ha spiegato
il procuratore.

Il giovane era l’unica persona a
frequentare Ali Sonboly. I due si erano conosciuti nell’estate del 2015 in una
clinica psichiatrica in cui erano in cura. Entrambi, secondo la procura,
“veneravano la figura di Brevik”, l’uomo che nel 2011 uccise 77 persone in un
attentato in Norvegia.

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