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Erdogan ordina la chiusura di mille scuole private collegate a Gulen
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Erdogan ordina la chiusura di mille scuole private collegate a Gulen

Il presidente turco ha utilizzato i poteri forniti dallo stato d’emergenza anche per estendere il periodo di custodia cautelare

23 Lug. 2016

Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan sabato 23 luglio ha firmato un decreto che estende il periodo di custodia cautelare e ordina la chiusura delle istituzioni collegate a Fethullah Gulen, il religioso in esilio e avversario di Erdogan accusato di essere l’eminenza grigia dietro il tentativo di golpe di una settimana fa.

Il decreto permetterà la chiusura di 1.043 scuole private, 1.229 fondazioni e associazioni, 35 istituti sanitari, 19 sindacati e 15 università. Gli edifici e i beni saranno sequestrati dal Tesoro.

Si tratta del primo decreto presidenziale da quando mercoledì è stato dichiarato lo stato di emergenza che consente all’esecutivo di aggirare il voto del parlamento e sospendere diritti civili nel caso sia ritenuto necessario. I decreti approvati durante lo stato di emergenza hanno forza di legge e non possono essere appellati.

Il governo ha giustificato la misura con lo scopo di prevenire ulteriori disordini e ha precisato che colpirà solo coloro che sono stati coinvolti nel tentativo di colpo di stato. Tuttavia il timore e il sospetto è che il giro di vite possa essere uno strumento per reprime il dissenso in Turchia e colpire gli oppositori politici di Erdogan.

Il decreto, inoltre, estende il limite fissato dalla legge per la custodia cautelare da quattro a trenta giorni, una misura che è stata immediatamente criticata dalle associazioni a difesa dei diritti umani, in allarme per le notizie circolate sulle condizioni di detenzione dei soldati arrestati dopo il tentativo di golpe.

Nell’ultima settimana Erdogan ha epurato migliaia di dipendenti, funzionari pubblici, insegnanti e professori universitari accusati di essere sostenitori di Gulen.

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