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Cosa è successo il 23 luglio a Kabul
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Cosa è successo il 23 luglio a Kabul

Un riassunto di quello che è successo oggi nella capitale dell'Afghanistan, dove l'Isis ha rivendicato un duplice attentato costato la vita a oltre 80 persone

23 Lug. 2016

Almeno 80 persone sono rimaste uccise e diverse altre ferite dopo che un duplice attacco suicida ha colpito una manifestazione pacifica organizzata da un gruppo appartenente alla minoranza sciita degli Hazara a Kabul, in Afghanistan. 

L’attentato è stato rivendicato dall’Isis tramite la sua agenzia di stampa, Amaq. Se effettivamente verificato, si tratterebbe del primo attacco compiuto da parte del sedicente Stato islamico a Kabul, il più grande verificatosi finora in Afghanistan.

Oltre 230 persone sono gravemente ferite, secondo quanto riferito da un portavoce del ministero della Salute Pubblica afghana, ma la cifra è destinata ad aumentare.

Il fatto più grave dell’attentato di oggi compiuto dall’Isis è che rischia di mettere in moto l’inizio di una lunga serie di scontri tra sunniti e sciiti, un conflitto etnico che l’Afghanistan era perlopiù riuscito a emarginare nel corso degli ultimi anni, diversamente da altri paesi, in primis Iraq, Siria e Pakistan, dove la violenza settaria ha prevalso e ha dominato la scena politica.

La divisione tra sunniti e sciiti, ampiamente dibattuta e di cui abbiamo spiegato le principali differenze in questo articolo d’approfondimento, è un importante strumento sul quale l’Isis fa leva per incrementare le tensioni interne e per destabilizzare i paesi verso i quali ambisce espandersi geopoliticamente. 

Il popolo sciita degli Hazara, che costituisce circa il 9 per cento della popolazione totale in Afghanistan e rappresenta la terza minoranza più numerosa del paese, ha storicamente subito forti discriminazioni, specie al tempo dei Taliban. La lingua madre degli Hazara è il persiano.

Il corteo di manifestazione degli Hazara colpito oggi a Kabul dall’Isis marciava per protestare contro il piano del governo afghano per un’importante rete elettrica che sarebbe dovuta passare attraverso una provincia abitata dagli Hazara.

Nonostante il presidente afghano Ashraf Ghani avesse tentato di trovare una soluzione alla questione istituendo una commissione ad hoc, lo scorso giugno è stato approvato il progetto per una rete elettrica più piccola ma pur sempre nella stessa area geografica, motivo per cui il popolo Hazara è sceso in piazza nuovamente quest’oggi a Kabul.

L’attacco del 23 luglio rivendicato dall’Isis nella capitale afghana è un segnale importante delle mire espansionistiche dei miliziani jihadisti nel resto della nazione. 

Il più recente attentato contro gli sciiti in Afghanistan risaliva al 2011, quando una duplice esplosione a Kabul e a Mazar-i Sharif causò la morte di 80 fedeli – la maggior parte dei quali appartenenti al gruppo etnico degli Hazara – riunitisi per commemorare il giorno sacro dell’Ashura.

Gli afghani Hazara sono fortemente discriminati e nel 2015 almeno sette di loro sono stati rapiti e decapitati da miliziani estremisti nella provincia di Zabul. Tra l’altro, una buona parte dei migranti afghani che intraprende il viaggio della speranza verso l’Europa appartiene al popolo Hazara, e molti di loro richiedono l’asilo perché perseguitati politicamente.

CHI SONO SCIITI E SUNNITI 

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