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L’opposizione siriana chiede lo stop dei raid della coalizione anti Isis in Siria

Oltre cento civili sono morti dall'inizio dell'offensiva per sottrarre l'area di Manbij ai miliziani estremisti, inclusi alcuni bambini

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Il capo della Coalizione nazionale siriana (Snc), l’alleanza che raccoglie i gruppi di opposizione al presidente Bashar al-Assad, ha chiesto alla coalizione guidata dagli Stati Uniti di sospendere i bombardamenti aerei contro il sedicente Stato islamico in Siria dopo che martedì 19 luglio 2016 decine di civili sono morti in seguito a quello che si ritiene fosse un raid dell’aviazione americana sulla città settentrionale di Manbij.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani aveva riferito che almeno 56 civili, tra cui 11 bambini, erano rimasti uccisi. Il giorno precedente, un altro raid nella stessa area, dove si combatte per sottrarla ai miliziani dell’Isis, aveva causato la morte di 21 persone.

Il presidente del Snc Anas al-Abdah ha rilasciato mercoledì 20 luglio una dichiarazione in cui chiede che gli incidenti vengano investigati e che nel frattempo siano sospesi i raid della coalizione, suggerendo anche che l’uccisione di civili da parte delle forze guidate dagli Stati Uniti può trasformarsi in uno strumento di propaganda e reclutamento per le organizzazioni terroriste.

“È essenziale che le indagini su questi eventi inducano a rivedere le regole per le operazioni future e dare sostanza all’obbligo dei responsabili di rispondere di tali gravi violazioni”, ha scritto Abdah in una lettera ai ministri degli esteri dei paesi che partecipano alla campagna anti Isis.

Il segretario della Difesa americano Ash Carter ha reso noto lo stesso giorno che la coalizione lancerà un’indagine sulle vittime civili di Manbij.

Il ministro degli Esteri siriano ha dichiarato che i raid di martedì 18 luglio sul villaggio di Toukhan, a nord di Manbij, sono stati effettuati dalle forze francesi mentre quelli del giorno precedente da forze americane.

“La Siria condanna nel modo più assoluto i due sanguinosi massacri perpetrati dagli aerei francesi e americani e gli alleati della cosiddetta coalizione internazionale che lanciano i loro missili e le loro bombe sui civili anziché contro le bande di terroristi”, ha scritto in una lettera inviata alle Nazioni Unite.

Un portavoce della coalizione ha riferito che velivoli di diversa nazionalità erano impegnati sull’area di Manbij e che il governo siriano non può sapere con certezza chi abbia effettivamente condotto i raid in questione.

Il Free Syrian Army, una coalizione di oltre trenta fazioni dell’opposizione sostenuta dai paesi occidentali che combatte contro Assad e contro l’Isis, ha condannato le due stragi: “Non permetteremo che questi crimini trovino giustificazione nella lotta al terrorismo”.

Nel frattempo, uno dei gruppi armati impegnati nella riconquista di Manbij ha lanciato un ultimatum di 48 ore alle forze del sedicente califfato perché abbandonino Manbij e i suoi territori.

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