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Per le imprese britanniche impaurite dalla Brexit c’è la residenza estone virtuale
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Per le imprese britanniche impaurite dalla Brexit c’è la residenza estone virtuale

La repubblica baltica, membro dell’Unione Europea dal 2004, ha istituito nel 2014 un programma per offrire ai cittadini stranieri una “residenza online” nel paese

21 Lug. 2016

Dopo il voto del 23 giugno che ha assegnato la vittoria del
referendum ai sostenitori della Brexit, il Regno Unito vede molte imprese locali
preoccupate per il futuro dei propri affari, che rischiano di peggiorare
notevolmente ora che i benefici commerciali dovuti all’Unione Europea sono destinati
a venire meno.

Alcuni degli imprenditori spaventati dalla prospettiva hanno
pensato a una soluzione particolarmente ingegnosa, che ha a che fare con un
piccolo paese dell’est Europa apparentemente molto distante – sia a livello
geografico che economico – dal Regno Unito: l’Estonia.

La repubblica baltica, membro dell’Unione Europea dal 2004,
ha infatti istituito nel 2014 un programma statale per offrire ai cittadini
stranieri una “residenza online” nel paese, che garantirebbe vantaggi sia per l’Estonia,
in grado di attrarre nuovi investitori, sia per questi ultimi, molto agevolati
dal punto di vista delle imposte.

Una volta diventati dei “residenti online”, è possibile
avviare il business di una compagnia in un solo giorno da amministrare dal
proprio paese d’origine, firmando tutti i documenti in via digitale, e con un’imposta
sugli utili non distribuiti pari allo zero per cento.

Nonostante il programma fosse attivo da circa due anni, è
dal 24 giugno 2016 che il sito ha ricevuto il maggior numero di visite, quando alcuni
cittadini britannici hanno fatto sì che le richieste di residenza estone online
salissero di dieci volte rispetto allo standard, secondo quanto dichiarato da Kaspar
Korjus, managing partner del programma.

Visto quest’improvviso aumento di interesse, il paese ha
deciso di creare addirittura un sito specifico dedicato agli applicanti
provenienti dal Regno Unito, con l’appropriato indirizzo howtostayin.eu (ovvero
“come restare nell’Unione Europea”).

Finora, il programma attivato nel 2014 ha attratto richieste
di circa 12mila e-residenze per mille aziende provenienti da 135 paesi diversi,
confermando un’attitudine alla tecnologia molto radicata nel paese, in cui già il
94 per cento delle dichiarazioni fiscali viene effettuato online.

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