A Venezia una mostra fotografica racconta le gang criminali del mondo
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A Venezia una mostra fotografica racconta le gang criminali del mondo

Fino al 27 novembre la mostra Gangcity a Venezia offre 80 scatti di sei maestri della fotografia impegnati a raccontare la criminalità di periferia

18 Lug. 2016  

Dal 28 maggio e fino al 27 novembre sono in mostra presso lo
spazio Thetis dell’Arsenale Nord di Venezia ottanta scatti in bianco e nero di
sei maestri della fotografia impegnati a raccontare da diverse angolazioni
oltre quarant’anni di drammatica relazione tra degrado urbano e degrado
sociale.

Gangcity, la mostra fotografica organizzata da Università e
Politecnico di Torino e aperta tutti i giorni dalle 11 alle 18, è un viaggio
nelle periferie del mondo, negli spazi in cui gang e organizzazioni criminali
proliferano nel fertile terreno rappresentato dai cluster urbani.

Oltre alle fotografie, sono presenti anche due esposizioni:
una di opere di design con lo scopo di analizzare, attraverso la creatività
provocatoria di oltre venti artisti internazionali, oggetti, simboli e
linguaggi delle gang e l’altra legata alla sfera religiosa e rituale.

Il percorso espositivo Gangcity è parte dell’omonimo e più
ampio progetto di ricerca che fa da evento collaterale alla 15esima Mostra
Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. L’intera iniziativa
prevede, durante i sei mesi di attività, eventi culturali, workshop, concorsi e
incontri per coinvolgere Istituzioni, mondo accademico, comunità scientifica,
artisti di ogni disciplina e cittadini sul tema delle gang e studiare strategie
di riqualificazione per le gangcity.

L’intero evento collaterale Gangcity è coordinato da Fabio
Armao, docente di Politica e processi di Globalizzazione dell’Università di
Torino, e promosso dal DIST (Dipartimento Interateneo di Politecnico e
Università di Torino). Gli obiettivi del progetto sono: l’elaborazione di nuovi
metodi di approccio, studio e analisi del fenomeno delle gang; la creazione di
strumenti utili alle Istituzioni, alle forze dell’ordine e agli studiosi per
una raccolta dati puntuale e pertinente; lo studio di soluzioni concrete e
sostenibili che portino alla rinascita delle sacche di degrado in tutto il
mondo, sia a livello sociale, sia a livello urbano.

L’esposizione fotografica si sviluppa tra la tragica Palermo
di Letizia Battaglia, la Roma borderline
dei graffitari di Valerio Polici, la desolazione di Scampia di Salvatore
Esposito, la Napoli degli storici fatti di camorra e le visioni dell’Albania di
Francesco Cito, le gang dell’America latina di Donna De Cesare, che ha
documentato da vicino anche il coinvolgimento di bambini, e la violenta East
Los Angeles di Walter Leonardi.

Della selezione, la curatrice Anna Zemella dice: “Sono
racconti di luoghi e di fatti malavitosi che partecipano a un’unica vicenda:
corruzione, violenza, fatica e dolore tra strade, quartieri e ambienti sfatti,
a livello morale e materiale. Sono autori di cui riconosciamo, ciascuno in modi
diversi e oltre la testimonianza e il racconto, la forza di uno sguardo che
nasce da un profondo impegno di ricerca e dalla partecipazione nei confronti
della vicenda umana. Autori che confermano con il loro lavoro come la
fotografia possa essere uno strumento per costruire una società più giusta”.

GANGCITY

28 maggio – 27 novembre 2016

Spazio Thetis, Calle Donà Castello, 2737, 30122 Venezia

www.gangcity.it