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Un tunisino residente a Bari è indagato in relazione all’attacco di Nizza

L'uomo ha parlato telefonicamente con l'autore dell'attacco del giorno della Bastiglia poche ore prima che compisse la strage in cui hanno perso la vita 84 persone

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I funzionari antiterrorismo italiano stanno indagando su un tunisino residente a Bari che ha parlato con l’aggressore di Nizza Mohamed Mahouaiej Bouhlel qualche ora prima che l’uomo uccidesse 84 persone.

Il sospettato ha parlato telefonicamente con Bouhlel, anch’egli tunisino, poche ore prima che alla guida del suo camion investisse le persone che si trovavano sulla Promenade des Anglais di Nizza in occasione delle celebrazioni per il giorno della Bastiglia giovedì 14 luglio.

La polizia e la magistratura antiterrorismo italiane hanno aperto un’inchiesta sollecitata dalle autorità francesi che hanno analizzato i registri delle chiamate di Bouhlel, scoprendo che i due uomini avevano parlato di frequente nelle ultime settimane. In connessione all’attacco di Nizza sono state arrestate altre sette persone.

L’Isis ha rivendicato l’attacco sostenendo che Bouhlel era uno dei suoi soldati, ma le autorità non hanno ancora trovato le prove che il 31enne, ucciso dalla polizia durante l’attacco, avesse davvero dei legami con il gruppo radicale.