Me
La collezione d’arte di David Bowie va all’asta
Condividi su:

La collezione d’arte di David Bowie va all’asta

Quest'autunno, la casa d’aste britannica Sotheby's venderà le opere di proprietà del celebre musicista scomparso a gennaio

18 Lug. 2016

A novembre la casa d’aste britannica Sotheby’s venderà a collezione del cantante David Bowie, deceduto lo scorso gennaio in seguito a un cancro al fegato.

David Bowie è stato, per quasi mezzo secolo, uno dei musicisti più noti e ammirati a livello internazionale e ha influenzato la cultura dei suoi tempi, ma la sua passione per l’arte non era conosciuta al grande pubblico.

Il musicista negli anni si è dedicato alla pittura e ha frequentato le comunità artistiche di Londra, dove è nato e cresciuto, Berlino e New York. Secondo uno dei rappresentanti di Sotheby’s, “la collezione di David Bowie offre una prospettiva unica sulla dimensione spirituale di uno dei maggiori spiriti creativi del Ventesimo secolo.”

La raccolta include oltre 200 opere fra quadri, sculture, stampe e fotografie. Si tratta prevalentemente di arte moderna e contemporanea, con esponenti della scuola inglese, del Surrealismo, di correnti africane e il designer italiano Ettore Sottsass.

Bowie aveva una grande passione per il pittore inglese Frank Auerbach, che racconta nei suoi dipinti anche la vita nelle strade di Londra.

Un altro artista con cui Bowie sentiva una certa affinità era Jean-Michel Basquiat, uno dei maggiori esponenti del graffitismo americano, morto a 27 anni a causa di un’overdose di eroina. Come il cantante disse nel 1996: “Il suo lavoro si avvicina al rock in un modo che riesce solo ad altri pochissimi artisti visivi”.

La collezione verrà esibita in anteprima nelle gallerie di Sotheby’s a Londra dal 20 luglio al 9 di agosto ed aperta al pubblico fra il primo e il 10 novembre, nei giorni antecedenti alle aste. Queste si svolgeranno in tre sessioni distinte il 10 e l’11 novembre, sempre nella capitale britannica.

Quest’estate, le opere di proprietà del defunto Bowie saranno messe in mostra anche negli Stati Uniti, prima a Los Angeles e poi a New York, e a Hong Kong. 

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus