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Cosa succederebbe se l’imperatore del Giappone abdicasse?
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Cosa succederebbe se l’imperatore del Giappone abdicasse?

Se le voci riguardo al ritiro di Akihito fossero vere, il trono passerebbe al figlio primogenito Naruhito che però non ha eredi maschi

16 Lug. 2016

Mercoledì 13 luglio la rete televisiva Nhk ha annunciato che, secondo fonti interne alla famiglia imperiale, l’imperatore Akihito avrebbe intenzione di abdicare. A 82 anni il monarca, unico al mondo a possedere il titolo di imperatore, ritiene di essere troppo anziano per svolgere al meglio il suo incarico e di dover passare il testimone alla generazione successiva.

Non è pervenuto alcun commento alla notizia da parte della casata imperiale. A maggio, Akihito aveva però annunciato una riduzione delle apparizioni in pubblico, a causa della sua età avanzata e di quella della moglie Michiko, di un anno più giovane.

La monarchia ereditaria giapponese è la più antica al mondo: Akihito, il cui nome significa “pinnacolo scintillante di virtù”, è infatti discendente diretto del primo imperatore del Giappone Jimmu, il cui regno è datato attorno al 660 d.C. La dinastia, di cui l’attuale monarca è il 125esimo rappresentante, è sul trono quindi da oltre 14 secoli.

A causa dell’attuale costituzione, abdicare è impossibile per l’imperatore. L’ultimo a farlo fu Kokaku, nel lontano 1817. Se Akihito dovesse effettivamente decidere di ritirarsi, il parlamento dovrebbe approvare una revisione delle leggi costituzionali del Giappone riguardanti la casata reale ed è probabile che nel corso del processo arrivi a essere messo in discussione il ruolo stesso dell’imperatore.

L’attuale legge di successione, inoltre, prevede che alla morte del monarca il trono passi all’erede maschile. Recentemente, molte figure politiche e accademiche hanno richiesto di rimuovere questa discriminazione tra i sessi, una delle ultime rimaste nel sistema legale giapponese. Il partito dominante in Giappone, i liberal-democratici, si è dichiarato a favore dell’abolizione della clausola.

Questa è di estrema rilevanza al momento: il principe ereditario Naruhito, figlio di Akihito, non ha infatti eredi maschi, ma solo una figlia. Alla sua morte, il trono passerebbe dunque al fratello più giovane Akishino e successivamente al figlio di questo.

Jeff Kingston, direttore del Dipartimento di Studi Asiatici dell’università di Temple, in Giappone, non crede che il Giappone cambierà idea nell’immediato futuro: “Anche se il pubblico è d’accordo con l’idea, il parlamento attuale non è incline a modificare la legge”. 

Per molti, l’imperatore, che fino ai tempi della Seconda guerra mondiale era considerato una divinità, deve necessariamente essere un uomo.

Inoltre, la moglie del principe Naruhito, Masako, che diventerebbe l’imperatrice se Akihito dovesse abdicare, presenta “un naturale motivo di preoccupazione”, secondo Kingston. Infatti, la principessa è di salute molto fragile, a causa di problemi relativi a stress, depressione e ansia. La malattia l’ha colpita poco dopo il matrimonio e, secondo i media locali e stranieri, sarebbe dovuta all’eccessiva pressione esercitata dalla famiglia imperiale.

Prima di sposarsi, Masako, laureata a Harvard, era una diplomatica di successo. I giapponesi si aspettavano molto da questa donna cosmopolita e pensavano che potesse scuotere la dinastia imperiale, eccessivamente legata alle tradizioni, ma lei si è gradualmente isolata.

C’è chi teme che nel caso divenisse imperatrice la maggiore responsabilità e visibilità ne danneggiarebbero ulteriormente la salute, nonostante recentemente le sue apparizioni siano diventate più frequenti.

Per quanto riguarda la politica e la storia del Giappone, Akihito e Naruhito sembrano condividere lo stesso punto di vista. L’attuale imperatore, nato nel 1933, era solo un bambino durante l’invasione militare della Cina e la Seconda guerra mondiale, ma ha sempre dichiarato di rammaricarsi dell’aggressività bellica e del comportamento che il Giappone aveva adottato nella prima metà del ventesimo secolo nei confronti dei cinesi.

Il suo successore ha preso una posizione simile, affermando come “sia molto importante oggi, quando i ricordi della guerra vanno svanendo, riguardare indietro al passato con umiltà e trasmettere accuratamente le tragiche esperienze e vicende che il Giappone ha passato dalla generazione della guerra a quella che non ne ha una conoscenza diretta”.

Kingston ritiene dunque che Naruhito seguirà le orme del padre e “continuerà a essere il principale ambasciatore per la riconciliazione del paese”.

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