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Cosa ha detto Hollande dopo l’attacco a Nizza
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Cosa ha detto Hollande dopo l’attacco a Nizza

Il presidente francese ha usato parole molto dure riferendosi al terrorismo islamico, e ha promesso una maggiore sicurezza

15 Lug. 2016

Il presidente francese François Hollande, rientrato immediatamente da Avignone a Parigi una volta appresa la notizia dell’attacco di Nizza, si è rivolto alla nazione.

“L’orrore, l’orrore si abbatte ancora sulla Francia”. Raccontando le dinamiche della strage, Hollande ha ribadito come il conducente del camion gettatosi sulla folla della Promenade des Anglais, posizione ideale per osservare i fuochi d’artificio per la festa della Bastiglia, avesse “intenzione di uccidere, di schiacciare e di massacrare”.

Le vittime, il cui conto nel corso della notte è salito ad 84, includono diversi bambini, secondo quanto riportato dal presidente della Repubblica francese. I feriti gravi sono oltre 20.

Nonostante nessun gruppo terroristico abbia ancora reclamato l’attacco, Hollande nella sua dichiarazione ufficiale ha sottolineato come questo “abbia tutti gli elementi per essere definito un attentato terroristico”.

“La Francia è stata colpita il giorno della sua festa nazionale, il 14 luglio, simbolo di libertà – ha continuato il capo della nazione – perché i diritti dell’uomo sono annientati dai fanatici”.

Riferendosi agli attacchi terroristici sul suolo francese nel 2015, Charlie Hebdo a gennaio e Saint-Denis a novembre, il presidente si rammarica di come dopo Parigi, anche Nizza e tutto il resto della Francia “sia sotto la minaccia del terrorismo islamico”.

Servono “una vigilanza assoluta e una determinazione totale… niente ci farà crollare”. Il presidente ha preannunciato controffensive sul territorio di chi ha attaccato il popolo francese nelle proprie case.

Oltre a prendere rigide misure ad hoc, Hollande ha dichiarato che, secondo quanto concordato con il primo ministro Valls e i ministri della Difesa e degli Interni, lo stato d’emergenza che sarebbe dovuto finire il 26 luglio, verrà esteso di tre mesi.

Dall’Eliseo confermano anche la morte dell’uomo al volante, in seguito a colpi sparati dalle autorità.

L’identità dell’attentatore non è ancora stata confermata. All’interno del tir è stato ritrovato il documento di un franco-tunisino residente a Nizza, ma gli investigatori devono ancora verificare che corrisponda effettivamente al cadavere presente nel veicolo. 

Quest’uomo era conosciuto alle autorità nazionali per atti di violenza e criminalità, ma fino ad adesso niente avevo fatto pensare ad un legame con il terrorismo.

Hollande non esclude la possibilità di un complice. 

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