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Sono stati trovati 675 corpi nel relitto affondato nel Mediterraneo

Il bilancio delle vittime del naufragio dell'imbarcazione che trasportava migranti dell'aprile 2015 non è esatto, riferiscono le autorità italiane

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La marina italiana ha reso noto giovedì 14 luglio 2016 di aver recuperato dal relitto di un’imbarcazione che trasportava migranti i resti di 675 vittime, concludendo la missione di recupero delle vittime del peggior disastro avvenuto nel Mediterraneo.

La barca da pesca si capovolse al largo della costa libica nell’aprile del 2015. I sopravvissuti sentiti dagli investigatori avevano riferito che sull’imbarcazione potevano trovarsi fino a 800 persone.

Il relitto è stato recuperato dal fondale marino due settimane fa e trasportato in Sicilia dove un team ha proceduto a estrarre i corpi dallo scafo dove erano rimasti intrappolati i migranti.

I resti di 458 persone sono stati trovati a bordo, mentre gli altri sono stati recuperati sul fondo del Mediterraneo nei pressi del relitto. 

Il bilancio finale non può essere esatto, precisa la marina, poiché alcuni corpi potrebbero essere stati trasportati lontano e perché molti di quelli recuperati erano in uno stato di decomposizione talmente avanzato da non consentire un conto preciso.

“La cosa impressionante è che c’erano cinque persone per metro quadrato nella stiva”, ha riferito Giuseppe Romano, a capo del team di 348 pompieri intervenuto a estrarre i corpi.

L’imbarcazione si rovesciò a causa del fatto che i passeggeri sul ponte si spostarono tutti insieme verso un lato per attirare l’attenzione di un mercantile di passaggio. I migranti in stiva erano probabilmente stati chiusi dentro, ritengono i procuratori incaricati delle indagini.

Un team scientifico si occuperà di identificare il più alto numero possibile di vittime e di inserirle in un database che potrà essere consultato dai familiari dei dispersi.