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Cosa è successo il 13 luglio nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Italia: il bilancio, ancora provvisorio, dell’incidente di ieri 12 luglio 2016, in Puglia, dove due treni si sono scontrati nel tratto Andria-Corato, è di 27 morti, di cui 23 identificati, e oltre 50 feriti. I soccorsi sono continuati per tutta la notte: vigili del fuoco, volontari, medici, e membri della protezione civile, con l’aiuto di scavatrici, unità cinofile e altri mezzi, hanno lavorato per estrarre i corpi dalle lamiere e cercare di rintracciare i dispersi. Le salme sono state trasferite al policlinico di Bari, dove si procederà al riconoscimento da parte dei familiari. I due treni, di cui non si conosce il numero di passeggeri a bordo, viaggiavano a una velocità di 100-110 chilometri orari e l’impatto a quella velocità è stato violentissimo, sbriciolando letteralmente i vagoni. Lo scontro è avvenuto in un tratto ferroviario a binario unico in aperta campagna tra Ruvo di Puglia e Corato, nei pressi di una casa cantoniera. Sono immediatamente intervenuti i mezzi di soccorsi dei vigili del fuoco e del 118, oltre alla polizia ferroviaria, alla Croce Rossa e alla protezione civile. La tratta è stata interrotta e sono stati disposti dei bus sostitutivi lungo il percorso. 

– Italia: Il boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano è morto all’età di 83 anni. Era in carcere dal 2006, dopo una latitanza di 43 anni. Fu arrestato in una masseria di Corleone. Era malato da tempo. Il capomafia era detenuto al regime di 41 bis a Parma, ma due anni fa era stato trasferito a Milano, nel reparto ospedaliero di San Vittore per le cure di cui aveva bisogno per il suo cancro alla vescica, ma nonostante le ripetute richieste, non era mai stato revocato il regime di carcere duro. Negli ultimi rapporti i medici lo avevano dichiarato “incompatibile con il regime carcerario”. L’avvocato del boss, Rosalba Di Gregorio, aveva chiesto senza successo, la revoca del regime carcerario duro, a causa delle condizioni di salute. 

Regno Unito: Theresa May è il nuovo primo ministro britannico. Cambio della guardia a Downing Street. Il primo ministro dimissionario David Cameron, in carica dal 2010 e riconfermato nel 2015, ha rassegnato ufficialmente le dimissioni nelle mani della regina Elisabetta. Cameron aveva annunciato le sue dimissioni lo scorso 24 giugno, il giorno successivo al referendum sulla Brexit, dicendo che non era lui il leader di cui il Regno Unito aveva bisogno per intraprendere il lungo processo di uscita dall’Unione europea. Il cambio di primo ministro era atteso per il prossimo 9 settembre ma, dal momento che l’unica rivale di Theresa May, Andrea Leadsom, ha annunciato di non voler più correre per la leadership del partito conservatore, lunedì 11 luglio, non era più necessario aspettare due mesi. 

– Stati Uniti: l’Fbi ha raccolto quasi 430mila scansioni dell’iride negli ultimi tre anni. Lo ha rivelato un’inchiesta del noto sito di informazione sulla tecnologia, The Verge. Quella che era iniziata come un’archiviazione pilota nel 2013 si è trasformata in un vero e proprio database “senza alcun dibattito pubblico e nessun controllo”, ha detto l’American Civil Liberties Union. L’FBI ha detto che stava sviluppando delle “buone pratiche” per la cattura delle immagini dell’iride. Il progetto è stato lanciato nel settembre 2013 e ha visto l’Fbi collaborare con le agenzie in Texas, Missouri e California. I dati delle iridi, presi da persone che sono state arrestate, possono essere analizzati in una frazione di secondo. La scansione richiede un’immagine ravvicinata della parte colorata dell’occhio, che è il tratto distintivo umano più dettagliato, anche più dell’impronta digitale. 

– Giappone: l’imperatore giapponese Akihito vuole abdicare. Lo ha rivelato l’emittente pubblica giapponese Nhk. Non era mai successo nella storia del Giappone moderno che un imperatore abdicasse. Akihito è il 125esimo imperatore giapponese e ha 82 anni. Siede sul trono giapponese, il cosiddetto trono del Crisantemo, da 27 anni, durante i quali ha contributo a portare la monarchia più vicina al popolo. Da qualche tempo ha dei problemi di salute. Nato nel 1933, Akihito era l’erede al trono dell’imperatore Hirohito, in nome del quale il Giappone ha combattuto la seconda guerra mondiale. Abdicherà in favore del principe ereditario Naruhito, di 56 anni. Akihito è il primo reale ad aver sposato una donna di origini non nobili, l’imperatrice consorte Michiko, figlia di un industriale. 

– Egitto: studenti, attivisti politici, manifestanti e persino bambini di età inferiore ai 14 anni dal 2015 a oggi sono scomparsi con un ritmo di quattro persone al giorno senza lasciare traccia dopo che le forze di sicurezza avevano fatto irruzione e perquisito le loro abitazioni. Molti di loro sono stati imprigionati per mesi, ammanettati e con gli occhi bendati. Attualmente, almeno 34mila persone, secondo i numeri forniti dal governo egiziano, sono dietro le sbarre per reati politici. È quanto emerge dall’inquietante rapporto diffuso oggi da Amnesty International dal titolo: “Egypt: secret detention and torture of opponents is ‘key instrument of state policy”, sulla detenzione illegale di numerosi oppositori politici. 

– Turchia: il primo ministro turco Binali Yildirim ha suggerito un cambio di strategia nella politica estera di Ankara, sostenendo che il paese intende normalizzare i rapporti con la Siria con l’obiettivo di contrastare con più efficacia il terrorismo islamico. Il governo turco dallo scoppio della guerra civile siriana di cinque fa è stato la principale oppositore del regime di Bashar al-Assad e ha sempre ritenuto la destituzione del dittatore come l’unica via per stabilizzare la nazione.

– Sud Sudan: numerose nazioni stanno evacuando i loro cittadini presenti nel paese a causa degli scontri scoppiati da alcuni giorni nel paese tra le truppe fedeli al presidente Salva Kiir e quelle del vicepresidente Riek Machar, in cui sono morte centinaia di persone. L’Italia, la Germania, il Regno Unito, il Giappone, l’India e l’Uganda hanno iniziato a rimpatriare i loro cittadini. Nella mattina di mercoledì 13 luglio un aereo dell’aeronautica italiana è decollato da Juba, la capitale del Sud Sudan con a bordo trenta cittadini italiani che hanno chiesto alla Farnesina di abbandonare il paese. I connazionali saranno ospitati nella base militare italiana di Gibuti per poi riprendere le rispettive destinazioni.