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Cosa è successo l’8 luglio nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Stati Uniti: cinque poliziotti sono stati uccisi durante una protesta a Dallas, nello stato del Texas. Altri sette agenti sono rimasti feriti nella sparatoria. Alcuni individui armati hanno aperto il fuoco da una posizione elevata, mirando ai poliziotti. Undici poliziotti sarebbero stati colpiti in totale, di cui dieci colpiti immediatamente, mentre un undicesimo sarebbe rimasto ferito durante la successiva sparatoria fra cecchini e agenti. La protesta era stata organizzata per manifestare dopo le uccisioni di due afroamericani a Castile, in Minnesota, e Baton Route, in Louisiana, per mano di agenti della polizia nei giorni scorsi, precisamente mercoledì 5 luglio e giovedì 6 luglio. Moltissima gente si era radunata nel downtown di Dallas per protestare contro le violenze. Tre sospetti, dopo aver vagato a piede libero per più di due ore dopo la sparatoria, sarebbero ora in custodia della polizia. Un quarto sarebbe al momento barricato all’interno di un garage, dopo aver scambiato per 45 minuti colpi d’arma da fuoco con gli agenti. “La fine è vicina,” avrebbe urlato agli agenti. 

– Nigeria: un gruppo di criminali locali ha attaccato un oleodotto dell’Eni in Nigeria, nella regione del Delta del Niger nel sud del paese, dove la compagnia petrolifera italiana ha alcune piattaforme e impianti petroliferi. A dare la notizia è stato un portavoce delle forze di sicurezza nigeriane, che presidiano l’impianto: “C’è stata un’esplosione e i miei uomini hanno risposto al fuoco e hanno respinto l’assalto”. Ancora nessuna conferma ufficiale dall’Eni. Alcuni giorni fa, sempre nella zona del Delta del Niger tre dipendenti locali di un’altra struttura gestita dell’Eni erano stati uccisi in un’imboscata mentre stavano lavorando per sistemare alcune tubature danneggiate alcune settimane prima. Gli attacchi agli oleodotti e agli impianti petroliferi nel sud della Nigeria sono aumentati negli ultimi mesi, soprattutto per mano di un nuovo gruppo che si autodefinisce ‘I vendicatori del Delta del Niger’, e chiede maggiore autonomia dalla multinazionali straniere e più investimenti. 

– Stati Uniti: con la nuova legislazione approvata qualche giorno fa, ma in vigore da oggi, venerdì 8 luglio, il limite d’età per contrarre un matrimonio nello stato americano della Virginia è fissato a 18 anni d’età. Fino a qualche giorno fa le bambine di 12 o 13 anni potevano infatti sposarsi. In casi eccezionali ci si potrà sposare a 16 anni, ma solo se il giudice lo consente, escludendo però condizioni come gravidanze precoci o il consenso della famiglia, come ha precisato il Washington Post al riguardo. Per avere una proporzione seppur minima del fenomeno occorre partire dai numeri riportati dal quotidiano The ndependent. Negli ultimi nove anni, dal 2004 al 2013, sono state 4500 le bambine al di sotto dei 18 anni di età ad aver contratto un matrimonio. Duecento di loro avevano addirittura meno di 15 anni. 

– Gambia: il presidente del Gambia Yahya Jammeh ha annunciato di voler vietare il matrimonio tra minori, attraverso l’introduzione di una legislazione molto rigida in materia. Non sarà più possibile sposare ragazze di età inferiore ai 18 anni, e coloro che verranno meno a questa norma rischiano sino a 20 anni di reclusione. L’annuncio è arrivato in occasione dei festeggiamenti dell’Eid al-Fitr, che sancisce la fine del mese sacro del Ramadan. Jammeh ha sottolineato che anche i familiari della promessa sposa o gli imam che celebrano i matrimoni potrebbero rischiare la galera, nel caso in cui permettano unioni tra un minore e un adulto. 

– Brasile: il presidente della camera dei deputati brasiliana, Eduardo Cunha, ha rassegnato in lacrime le dimissioni giovedì 7 luglio. Il sistema politico brasiliano, tre mesi dopo il voto di impeachment per la presidente Dilma Rousseff, resta agitato, ma in pochi probabilmente si lamenteranno per la decisione del capo della contestata istituzione. Cunha, un ultra-conservatore evangelista, era stato sospeso dall’incarico lo scorso maggio dal Supremo tribunale federale, dopo essere stato travolto da una serie di scandali di corruzione, tra cui l’accusa di aver nascosto conti segreti in Svizzera, di aver abusato del suo potere, di aver intimidito altri deputati e di aver ostruito la giustizia. Sebbene avesse negato le accuse e assicurato di non aver intenzione di dimettersi, negli ultimi mesi le pressioni politiche perché facesse un passo indietro erano cresciute. Lo stesso presidentead interim del Brasile Michel Temer, compagno di partito all’interno del Movimento democratico brasiliano, gli aveva consigliato di dimettersi. 

– Iraq: alcuni attentatori suicidi e uomini armati hanno ucciso almeno 30 persone in un tempio sciita a Balad 70 chilometri a nord della capitale irachena Baghdad, rivendicato dal sedicente Stato islamico. Un primo attentatore si è fatto esplodere fuori del mausoleo di Sayid Mohammed bin Ali al-Hadi, a Balad, che è stato poi preso d’assalto da uomini armati, secondo quanto riferiscono le autorità. Un altro attentatore si è fatto esplodere tra i fedeli in fuga. Un terzo attentatore è stato ucciso prima che riuscisse a far esplodere la sua cintura esplosiva. I fedeli si trovavano nel tempio per celebrare l’Eid al-Fitr, la fine del mese sacro dell’Islam. Circa 50 persone sono rimaste ferite. Il sedicente Stato islamico non è nuovo ad attacchi contro gli sciiti, considerati apostati. 

– Siria: Ventidue persone sono morte in un bombardamento dell’aviazione siriana, nonostante l’esercito di Assad avesse annunciato un cessate il fuoco unilaterale su tutto il paese. La denuncia arriva dall’Osservatorio siriano per i diritti umani. Il bombardamento aereo ha colpito la città di Darkush, vicino al confine con la Turchia, nella provincia nordoccidentale di Idlib. La zona è considerata una roccaforte dei ribelli, incluso il gruppo estremista al Nusra, legato ad al Qaeda.

– Regno Unito: il numero dei crimini d’odio, tutte quelle violenze legate alla discriminazione di persone in base a orientamento sessuale, etnia, religione o gruppo sociale, commessi nel Regno Unito, è cresciuto del 42 per cento dopo il referendum sulla Brexit. Lo ha riferito la polizia britannica all’agenzia Reuters. Nelle ultime due settimane si sono verificati 3.076 episodi del genere segnalati alle forze del genere, con un incremento di 915 reati rispetto allo stesso periodo del 2015. “Ora abbiamo una chiara indicazione degli aumenti dei crimini d’odio a livello nazionale e si può vedere che c’è stato un forte aumento nelle ultime settimane”, ha dichiarato Mark Hamilton, il portavoce del Consiglio Nazionale di polizia sugli “hates crimes”, i cosiddetti crimini di odio. 

– Corea del Nord: gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno deciso di implementare un sistema di difesa missilistico in risposta a eventuali minacce da parte della Corea del Nord, con l’installazione del Terminal High Altitude Area Defense (Thaad). Non è chiaro esattamente dove verrà collocata e chi avrà il controllo finale del sistema. La Cina, che si è fortemente opposta al piano, ha presentato una protesta formale agli Stati Uniti e alla Corea del Sud. Il ministero degli Esteri cinese ha detto infatti che il sistema di difesa danneggerà la pace e la stabilità nella regione, nonostante la sua capacità di individuare e abbattere missili nordcoreani. “La Cina esprime forte insoddisfazione e decisa opposizione a questo piano”, ha detto in una dichiarazione. Il sistema è capace di abbattere missili balistici a breve e medio raggio nella fase terminale del loro volo. Il Thaad utilizza la tecnologia hit-to-kill, sfruttando l’energia cinetica che distrugge la testata in entrata, in un raggio di 200 chilometri e che può raggiungere un’altezza di 150 chilometri.