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Dentro un rito esoterico sulle montagne del Venezuela

Ogni anno, in una foresta pluviale sulle montagne del Venezuela, centinaia di persone si riuniscono per ballare sulle braci roventi ed entrare in trance

Immagine di copertina

Ogni anno, in una foresta pluviale sulle montagne del
Venezuela, centinaia di persone si riuniscono per ballare sulle braci roventi, entrare
in trance e adorare un’antica dea conosciuta come Maria Lionza.

Si tratta di una setta che segue le tradizioni indigene
locali, e i suoi seguaci sostengono che i rituali di questa notte misteriosa
possano guarire i dolori e curare le malattie.

Leggenda vuole che Maria Lionza, dea figlia di una donna indiana
e di un colonizzatore europeo, abbia combattuto un’anaconda enorme fino a far
esplodere il serpente, provocando le piogge torrenziali tipiche della giungla
circostante la Montagna di Sorte in cui si svolgono i riti.

Ogni 12 ottobre i seguaci di Maria Lionza si riuniscono per
quella che in Venezuela è stata denominata la “Giornata della resistenza
indigena” in risposta alle celebrazioni di Cristoforo Colombo
tradizionalmente osservate nello stesso giorno.

Il culto della dea si può definire sincretico, poiché unisce
precetti cattolici a leggende africane e indigene, secondo un approccio simile
a quello della Santeria, una religione originaria dei Caraibi che unisce le
tradizioni Yoruba degli schiavi dell’Africa occidentale con gli insegnamenti
cattolici dei colonizzatori spagnoli.

Nel reportage dell’agenzia Reuters, alcune immagini dei fedeli riuniti sulla Montagna Sorte (attenzione: alcune immagini potrebbero urtare la sensibilità dei lettori).