Me
Qual è la situazione a Rio de Janeiro a un mese dalle Olimpiadi
Condividi su:

Qual è la situazione a Rio de Janeiro a un mese dalle Olimpiadi

Il crimine è in forte aumento, la polizia sciopera e mancano i soldi: il governo corre ai ripari

06 Lug. 2016

Le forze di sicurezza brasiliane hanno iniziato a pattugliare le strade vicino ai luoghi dove si terranno le Olimpiadi nel tentativo di rassicurare atleti e turisti su una situazione di sicurezza pubblica che il sindaco di Rio de Janeiro ha descritto come “orribile”.

A un mese dalla cerimonia di apertura, che si terrà il prossimo 5 agosto, un’impennata nel tasso di criminalità e il taglio al budget della polizia sono diventati una delle principali preoccupazioni per il governo brasiliano, a cui si aggiungono l’inquinamento dell’acqua, l’epidemia del virus Zika, la recessione economica e l’instabilità politica.

Le prime pagine dei quotidiani nazionali hanno di recente riportato la notizia del ritrovamento di alcuni cadaveri mutilati rinvenuti nella celebre spiaggia di Copacabana, della sparatoria in un ospedale, di rapine agli atleti e di un incremento dei furti superiore all’11 per cento, a dimostrazione che la situazione a Rio appare fuori controllo.

Come se non bastasse, la polizia ha iniziato a scioperare per i tagli al budget e nel corso di una recente protesta ha accolto i turisti all’aeroporto internazionale con il cartellone: “Benvenuti all’inferno: la polizia e i vigili del fuoco non sono pagati, chiunque arrivi a Rio de Janeiro non è al sicuro”.

Il governo federale tuttavia promette di schierare soldati, elicotteri e navi, nell’ambito di un programma per la sicurezza che vedrà impiegati 85mila agenti e “assicurerà lo svolgimento in un’atmosfera di assoluta pace e tranquillità degli eventi sportivi”, come ha assicurato il presidente ad interim del Brasile Michel Temer.

Ciononostante l’amministrazione di Rio si è trovata in una situazione imbarazzante quando, a causa dei tagli imposti dal governo, non è riuscita a pagare lo stipendio degli agenti ed è stata costretta a prendere in prestito dal governo centrale oltre 900 milioni di euro.

Il sindaco della città Eduardo Paes ha definito il modo in cui il governo ha gestito la sicurezza a Rio “veramente deludente”, anche se ha riconosciuto che nei prossimi giorni la situazione potrebbe migliorare con l’arrivo degli 85mila agenti.

L’emergenza criminalità, tuttavia, è solo una parte del problema. Le autorità sono preoccupate per eventuali attacchi terroristici dopo le minacce di un presunto militante dell’Isis. L’intelligence brasiliana ha tentato di rassicurare l’opinione pubblica dichiarando di essere in stretta collaborazione con i servizi segreti stranieri per individuare potenziali minacce.

Le Olimpiadi dovevano essere una vetrina per il Brasile dopo anni di boom economico che l’avevano fatto diventare il motore principale dell’America Latina.

Adesso Rio attende l’arrivo di circa 500mila visitatori stranieri in occasione del grande evento sportivo, che coincide con la peggior recessione del Brasile dagli anni Trenta e con una crisi politica che ha portato alla sospensione della presidente Dilma Rousseff.

Lo stadio olimpico a Rio de Janeiro. Credit: Reuters

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus