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Hillary Clinton non sarà indagata per il caso delle email private

Secondo l'Fbi il comportamento "estremamente negligente" non rappresenta un reato. L'avversario Trump non ha perso l'occasione per attaccare la candidata democratica

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L’Fbi ha raccomandato al governo degli Stati Uniti di non formalizzare nessuna accusa penale nei confronti di Hillary Clinton, in relazione al suo uso di un account di posta elettronica privato quando era segretario di Stato Usa, dal 2009 al 2013. L’Fbi ha rimproverato alla candidata democratica un uso “estremamente negligente” di informazioni classificate ma sostiene che non vi è stato dolo nel comportamento.

La decisione, comunicata dal direttore dell’Fbi James Comey, ha però sollevato molte critiche e polemiche nell’ambiente repubblicano. Donald Trump non si è fatto sfuggire l’occasione per attaccare nuovamente la sua avversaria, Hillary Clinton. 

Il presidente della Camera dei Rappresentanti, Paul Ryan, ha detto che le spiegazioni non sono sufficienti e che è necessario saperne di più. 

L’Fbi ha comunicato di aver trovato almeno 110 mail che contenevano informazioni riservate, nonostante Clinton avesse detto più volte di non aver mai ricevuto informazioni di questo genere sul suo account privato. 

“Anche se non abbiamo trovato prove evidenti che il Segretario di Stato Clinton o suoi colleghi volessero intenzionalmente violare le leggi che regolano il trattamento delle informazioni classificate, ci sono prove che siano stati estremamente negligenti nel trattamento di informazioni altamente riservate”, ha detto Comey.

Ma ha aggiunto che “nessun procuratore ragionevole avrebbe formalizzato delle accuse in merito”. Sarà il Dipartimento di Giustizia a prendere la decisione finale sul caso, e Loretta Lynch, procuratore generale degli Stati Uniti, ha già annunciato che il dipartimento si atterrà alla raccomandazione dell’Fbi.

“Come il segretario ha già ripetuto, è stato un errore usare il suo indirizzo email personale, e ha assicurato che non lo farebbe di nuovo. Siamo lieti che la questione si sia adesso risolta”, ha riferito il suo portavoce Brian Fallon.

Nel corso di una comizio a Raleigh, in North Carolina, il candidato repubblicano in pectore Donald Trump, ha detto che il controverso caso comunque squalificherebbe Clinton dall’essere presidente e che il suo account di posta elettronica potrebbe essere stato violato dai “nemici degli Stati Uniti”.

“I nostri nemici possono avere documenti con cui ricattare Hillary e solo questo basta a significare che a lei non dovrebbe essere permesso di diventare presidente degli Stati Uniti”, ha detto Trump. “Ora sappiamo che lei ha mentito al Paese quando ha detto di non aver inviato informazioni riservate dal suo server. Ha mentito!”

La questione è già diventata trending topic su Twitter, con circa 671.000 tweet postati nelle prime ore dalla comunicazione dell’Fbi.

L’annuncio del direttore dell’Fbi è arrivato poche ore prima dell’endorsement pubblico di Barack Obama a Hillary Clinton, durante un comizio a Charlotte, in North Carolina, dove né Obama né Clinton hanno menzionato la questione.