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L’ondata di islam radicale che sta travolgendo il Bangladesh

Un riassunto degli omicidi di blogger, attivisti, religiosi di minoranze, negli ultimi 12 mesi da parte di miliziani islamici

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Uccisi a colpi di machete, accoltellati, ammazzati in pieno giorno, vicino le loro stesse case, qualcuno addirittura all’interno. Si tratta delle vittime degli attacchi da parte di estremisti islamici avvenute in Bangladesh, e culminate con l’ultimo, in ordine di tempo, attentato al ristorante Holey Artisan Bakery, dove sono morte 20 persone, di cui 9 italiani.

L’ondata di estremismo omicida che ha colpito il Bangladesh va ormai avanti dal 2013. I bersagli sono attivisti laici, professori, blogger atei, editori, omosessuali, cooperanti stranieri o religiosi appartenenti a minoranze. 

Nel mese di giugno la polizia ha avviato una massiccia operazione di repressione con arresti che hanno colpito più di 8mila persone. Il governo sta infatti iniziando, dopo mesi di “tolleranza”, a intervenire contro queste pratiche ormai diffuse dell’islam radicale. Nell’ultimo anno e mezzo le vittime dei miliziani jihadisti sono state quasi 50 e le modalità e le dinamiche pressoché simili. 

“È stato un atto estremamente efferato”, ha detto la prima ministra, Sheikh Hasina all’indomani dell’attacco di Dacca del 1 luglio, in una dichiarazione televisiva. “Che razza di musulmani sono? Non hanno alcuna religione”, ha continuato dicendo che il suo governo è sempre più determinato a sradicare il terrorismo e il jihadismo dal paese. 

In Bangladesh la popolazione, che conta 168.957.745 abitanti, è formata dall’89,1 per cento di musulmani e dal 10 per cento di induisti. Il paese divenne indipendente dal Pakistan nel marzo 1971. Dal 1988 l’islam è religione di stato, ma la costituzione prevede la libera professione delle altre fedi, nel rispetto della legge, della morale e dell’ordine pubblico. 

Ecco le vittime di attacchi da parte di miliziani islamici degli ultimi 12 mesi: 

– 7 giugno: Ananda Gopal Ganguly, un sacerdote indù ucciso nei pressi del suo tempio nella provincia di Jhenaidah.

– 14 maggio, Maung Shue U Chak, monaco buddista ucciso in un tempio nel distretto di Bandarban.

– 25 aprile: Xulhaz Mannan e Tonoy Majumder, una coppia gay accoltellati nella loro abitazione a Dacca.

– 23 aprile Rezaul Karim Siddique, era un professore di inglese presso l’Università di Rajshahi, attaccato a colpi di machete mentre si recava all’università. 

– 7 aprile Nazimuddin Samad, un blogger laico ucciso da aggressori armati di machete mentre tornava a casa dall’università di Dacca, dove studiava giurisprudenza. 

– 1 novembre 2015 Faisal Arefin Dipon, un editore 43enne laico ucciso nel suo ufficio a Dacca.

– 28 settembre 2015, Cesare Tavella, un veterinario e cooperante italiano di 51 anni ucciso mentre faceva jogging a Dacca

– 4 ottobre 2015 Hoshi Kunio, un giapponese ucciso a Kaunia.

– 7 agosto 2015, Niloy Neel, blogger e attivista laico ucciso a colpi di machete a Dacca.