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Cosa faresti se vedessi una bambina di sei anni sola per strada?
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Cosa faresti se vedessi una bambina di sei anni sola per strada?

Il video è stato diffuso dall'Unicef per denunciare la condizione dei bambini nel mondo, vittime innocenti della povertà e dell'indifferenza degli adulti

01 Lug. 2016

“Che cosa faresti se vedessi una bambina di sei anni da sola in mezzo a una piazza piena di gente?”. Inizia con questo messaggio il video di tre minuti lanciato dall’Unicef il 29 giugno in occasione della nuova campagna di sensibilizzazione #FightUnfair e della pubblicazione del rapporto annuale sulla condizione dei bambini nel mondo: “A fair chance for every child“.

Un filmato di tre minuti mostra una bambina di sei anni al centro di una piazza brulicante di passanti a Tblisi, in Georgia. Ognuno è intento a sbrigare le proprie faccende quotidiane, assorbito dalla propria vita e distratto da una realtà che corre ad alta velocità. Nessuno si accorge che proprio lì a due passi, una bambina dal volto smarrito cerca con uno sguardo sulla folla un aiuto, un cenno o un semplice gesto di attenzione. 

La protagonista del video si chiama Anano, ed è stata scelta come testimonial dall’Unicef. Nei primi minuti del filmato, la bambina è vestita bene, con indosso un cappottino color rosa cipria, pulita e ben pettinata. Una coppia si ferma per domandarle il suo nome e l’età, e lei risponde con un filo di voce. Tutti i passanti che si fermano si preoccupano del fatto che Anano sia sola e smarrita. Le chiedono se abiti nelle vicinanze o se si sia persa. 

Dopo qualche minuto le immagini cambiano. Anano viene truccata sul viso al fine di renderlo sporco e polveroso, le viene fatta indossare una vecchia cuffia e degli abiti modesti. La bambina si posiziona nella medesima posizione di prima, al centro della piazza. Sguardo timido, braccia conserte in attesa di qualcuno che si fermi e le presti attenzione. Passano i minuti ma le persone continuano a passare imperterrite senza rivolgere lo sguardo verso quella bambina dal volto triste e dai vestiti malconci, che si aggira tutta sola.

La stessa duplice scena viene ripetuta all’interno di un ristorante. Anche qui Anano dapprima indossa dei bei vestiti e si aggira fra i tavoli, rivolgendo lo sguardo verso le famiglie con bambini che a differenza di lei non sono soli. A un certo punto, la bambina si siede accanto a una ragazza che le sorride con tenerezza, mentre un altro cliente le offre addirittura dei soldi. 

Quando Anano si cambia per indossare i panni della bambina di strada, anche gli atteggiamenti delle persone sedute attorno ai tavoli del ristorante cambiano. Si notano immediatamente gesti di stizza o parole denigranti appena si avvicina a un cliente intento a consumare il suo caffè. Quest’ultimo le si rivolge con tono perentorio invitandola a uscire fuori dal locale. 

Nell’ultimo frammento del video si vede Anano scoppiare in lacrime e correre via, nell’indifferenza generale. Lacrime vere, non previste, che hanno spinto la troupe a interrompere le riprese del progetto sociale. 

Attraverso queste immagini, l’Unicef ha voluto denunciare la condizione dei bambini nel mondo, vittime innocenti della povertà e dell’indifferenza degli adulti che, al contrario dovrebbero aiutarli. Il messaggio della campagna lanciata dall’Ong è chiaro: mettere in luce i pregiudizi che spesso si hanno verso i più bisognosi. 

La storia finta e recitata di Anano è quella invece, reale, di milioni di bambini e bambine nel mondo, il cui futuro è già segnato. Secondo i dati diffusi nel rapporto, entro il 2030 saranno 167 milioni i bambini nel mondo come Anano abbandonati al loro destino e costretti a vivere in estrema povertà, mentre saranno 69 milioni quelli al di sotto dei cinque anni d’età che moriranno per cause in gran parte prevenibili. 60 milioni invece i bambini che non potranno andare a scuola. 

(Qui sotto il grafico dell’Unicef)


Dal 2015, l’Unicef e l’Unione europea hanno collaborato al fine di offrire in Georgia un supporto per tutti i bambini che hanno vissuto e lavorato per le strade. Infatti, nel paese hanno preso piede numerose strutture di asili nido e centri specializzati per l’accoglienza. 

“Negare a centinaia di milioni di bambini una possibilità nella vita non si limita a minacciare solo il loro futuro, ma mette in pericolo quello dell’intera società”, ha spiegato Anthony Lake, direttore esecutivo dell’Unicef. “Abbiamo una sfida ora, ossia quella di investire in questi bambini ora o lasciare che il nostro mondo diventi ancora più diseguale e diviso”. 

Questo il video dell’Unicef con protagonista la piccola Anano:

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