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Usare lo smartphone prima di dormire può causare cecità temporanea
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Usare lo smartphone prima di dormire può causare cecità temporanea

Il New England Journal of Medicine riporta i casi di due donne che, usando il dispositivo da stese, mettevano a fuoco con un occhio solo, provocando il fenomeno

30 Giu. 2016

Un uso eccessivo dello smartphone, soprattutto a letto, al buio e da stesi, può causare fenomeni di cecità temporanea.

Lo afferma il New England Journal of Medicine, rivista della Massachusetts Medical Society che pubblica articoli selezionati per revisione paritaria.

In particolare, la rivista riporta i casi di due donne, studiati a fondo con molteplici analisi da diversi dottori, che sempre più spesso non riuscivano a vedere da un occhio per circa 15 minuti.

Inizialmente, i medici temevano che la cecità temporanea fosse il primo sintomo di problemi cerebrovascolari. La perdita temporanea della vista è considerata proprio uno dei segnali che anticiperebbero situazioni più gravi in quel senso.

Eppure, spiega il Dott. Gordon Plant del Moorfield’s Eye Hospital di Londra, Regno Unito, bisognava prendere in considerazione anche l’ipotesi di un problema oftalmico.

Lo specialista britannico ha poi scoperto che la causa era invece ascrivibile a un’abitudine che le due donne avevano in comune, ovvero quella di controllare lo smartphone al buio, stese, una volta andate a letto.

Il Dott. Plant ha infatti affermato: “Ho semplicemente chiesto loro cosa facessero di solito mentre questi fenomeni si presentavano”. Entrambe controllavano il loro smartphone stese su un fianco, con un occhio coperto dal cuscino.

“Praticamente”, spiega Plant, “in questo modo un occhio si adattava alla luce del telefono, l’altro rimaneva al buio. Una volta messo via lo smartphone, non potevano vedere proprio con l’occhio esposto alla luce, dato che questo ci mette molti minuti ad adattarsi all’altro occhio, già abituato all’oscurità”.

Lo specialista ha quindi aggiunto che per evitare simili esperienze basta mettere a fuoco con entrambi gli occhi.

Il Dott. Rahul Khurana, portavoce dell’American Academy of Ophthalmology, ritiene l’ipotesi affascinante, ma non sufficientemente provata sul piano scientifico. I dubbi sono supportati anche dal fatto che non sono molti gli utilizzatori di smartphone che hanno presentato le stesse problematiche.

In ogni caso, è comunemente più accettata la teoria secondo la quale utilizzare costantemente i nostri dispositivi portatili al buio, prima di addormentarsi, può comunque causare fastidi al nostro ritmo sonno-veglia. Difficoltà alle quali le nuove generazioni, ormai totalmente avvezze al loro uso, sono sempre più esposte.

In totale, più di due miliardi di persone in tutto mondo usano quotidianamente gli smartphone, per una media di cinque ore al giorno.

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