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Cosa è successo il 29 giugno nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

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Turchia: 41 persone sono rimaste uccise e 239 ferite nell’attacco all’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul, la sera di martedì 28 giugno, intorno alle ore 22:10 locali (21:10 italiane). Le autorità turche hanno reso noto che un commando di tre terroristi, armati di kalashnikov e di cinture esplosive, ha colpito l’area di ingresso dello scalo, sparando sulla folla per poi farsi esplodere. Altre tre presunti complici sarebbero in fuga. Un altro è stato arrestato, ma ancora si attendono conferme ufficiali. L’attacco non è ancora stato rivendicato, ma il primo ministro turco Binali Yildirim ha riferito che dietro all’azione terrorista del commando ci sarebbe l’Isis.

Regno Unito: Migliaia di persone che si sono riunite a Londra per manifestare a favore dell’Unione Europea di fronte a Westminster, il parlamento del Regno Unito. Prevalentemente giovanissimi, i manifestanti sono avvolti da bandiere europee, cantano “Europa, noi ti amiamo” e portano cartelli che deridono il leader dell’Ukip Nigel Farage, il partito nazionalista euroscettico che ha più di tutti spinto per la Brexit, e Boris Johnson, ex sindaco di Londra e figura prominente dei conservatori a favore dell’uscita dall’Ue.

Italia: Una bambina di due anni figlia di genitori vegani è stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Al momento del ricovero i medici hanno riscontrato forti carenze di vitamina B12, movimenti rallentati e un livello di emoglobina bassissimo. Dopo essere stata per una decina di giorni nel reparto di rianimazione, la bambina adesso è fuori pericolo. Il quadro clinico è compatibile con gli effetti di una dieta vegana su un bambino piccolo. I genitori, infatti, sono vegani e hanno deciso di far seguire alla propria figlia la stessa dieta che esclude alimenti di origine animale: non solo carne e uova, ma anche formaggi e miele.

La Marina Militare italiana ha recuperato il peschereccio inabissatosi il 18 aprile 2015 nel canale di Sicilia con 800 migranti a bordo, uno dei più gravi naufragi nel Mediterraneo dall’inizio della crisi dei migranti. Finora sono stati recuperati 118 cadaveri, ma si teme che centinaia di corpi siano ancora intrappolati nella stiva, dove secondo i racconti dei sopravvissuti i migranti erano stati chiusi a chiave durante il viaggio. Il peschereccio sarà trasportato nella rada di Augusta e in seguito collocato all’interno di una struttura refrigerata lunga tre metri. Inizierà quindi il recupero delle salme da parte dei vigili del fuoco e dal personale della Croce Rossa.

Francia: Le nuove minacce nei confronti dei giornalisti di Charlie Hebdo, il settimanale satirico francese colpito da un attacco terroristico di matrice islamica il 7 gennaio 2015. Secondo quanto riportato dal quotidiano Le Parisien mercoledì 29 giugno, la redazione della testata ha sporto formalmente denuncia alla polizia in seguito a una serie di messaggi minatori pubblicati sulla pagina Facebook del giornale satirico che minaccerebbero nuovi attacchi terroristici nei confronti della redazione. Il procuratore di Parigi il 22 giugno ha aperto un fascicolo per “minacce di morte” e la polizia sta indagando.

Europa: I leader dei 27 paesi dell’Unione europea, al termine della riunione di mercoledì 29 giugno, hanno avvertito il Regno Unito che dovrà rispettare il principio di libera circolazione delle persone se vuole mantenere l’accesso al mercato unico dopo che avrà lasciato l’Ue. Il presidente del consiglio europeo Donald Tusk ha chiarito al termine della riunione dei capi di Stato e di governo, il primo senza il Regno Unito in quarant’anni di storia, che “non ci potrà essere un mercato unico su misura” per la Gran Bretagna. Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker ha ripetuto che “non ci potrà essere alcun negoziato” della Ue con la Gran Bretagna “prima che abbia avuto luogo la notifica” dell’art.50 del Trattato che regola l’uscita di un paese dall’Unione europea. In una dichiarazione finale i 27 leader hanno espresso “profondo dispiacere”, ma anche “rispetto” per l’esito del referendum.

– Guatemala: Una siccità che in Guatemala ormai dura da quattro anni causa una diffusa scarsità di cibo che colpisce quasi tre milioni di persone. La pioggia è infatti sotto la media annuale dal 2012, specialmente nel cosiddetto “corridoio secco”, una regione nella parte meridionale del paese al confine con El Salvador e Honduras.