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Una bambina di due anni è stata ricoverata in rianimazione a Genova a causa della dieta vegana

Dopo numerosi casi analoghi i pediatri lanciano l’allarme sui pericoli della dieta vegana nei bambini: ecco quali rischi comporta

Immagine di copertina

Una bambina di due anni figlia di genitori vegani è stata ricoverata in gravi condizioni all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Al momento del ricovero i medici hanno riscontrato forti carenze di vitamina B12, movimenti rallentati e un livello di emoglobina bassissimo.

Dopo essere stata per una decina di giorni nel reparto di rianimazione, la bambina adesso è fuori pericolo. Il quadro clinico è compatibile con gli effetti di una dieta vegana su un bambino piccolo.

I genitori, infatti, sono vegani e hanno deciso di far seguire alla propria figlia la stessa dieta che esclude alimenti di origine animale: non solo carne e uova, ma anche formaggi e miele.

Non si tratta di un caso isolato. Nel luglio del 2015 un bambino di undici mesi fu ricoverato all’ospedale Meyer di Firenze in condizioni di denutrizione e nell’ottobre dello stesso anno un altro bambino di due anni finì all’ospedale a Belluno a casua di gravi carenze nell’alimentazione.

Di fronte a questi casi i pediatri hanno lanciato l’allarme sui rischi di una dieta vegana nei bambini. Ma questo regime alimentare è davvero pericoloso e dannoso per i bambini? Ecco alcune informazioni per fare un po’ di chiarezza.

Una dieta vegana in età pediatrica può portare problemi nutrizionali ingenti nel caso non venga integrata con supplementi adeguati e in assenza di una stretta sorveglianza medica, come fa notare la Società italiana di pediatria in una ricerca.

Infatti, le diete prive di carne e soprattutto di derivati animali, se non applicate correttamente, possono essere associate al rischio di carenze nutrizionali, in particolare di vitamina B12 e in minor modo di vitamina D, acidi grassi n-3, calcio, zinco e altri oligoelementi.

Queste diete, avverte il ministero della Salute in uno studio, necessitano pertanto di un’adeguata integrazione almeno di vitamina B12 e comunque di un’attenta scelta degli alimenti per evitare carenze nutrizionali, soprattutto se applicate nella fase di crescita o in gravidanza.

Carne e pesce assicurano alcuni principi nutrizionali indispensabili in età pediatrica: i prodotti di origine animale presentano una composizione di amminoacidi essenziali più completa rispetto ai prodotti di origine vegetale e sono più facili da utilizzare da parte dell’organismo: in pratica, le proteine di origine vegetale hanno una minore efficienza nutrizionale.

Inoltre una dieta vegana è povera di cibi energetici e quindi è necessario mangiare molto e spesso, cosa molto difficile da ottenere in un bambino in età pediatrica.

I rischi per il bambino in caso di cattiva alimentazione o di una dieta vegana squilibrata sono molteplici e gravi: dai ritardi nella crescita e nello sviluppo psicomotorio fino a danni cognitivi.

Quindi un regime di dieta vegana andrebbe sempre vietato per i bambini in età pediatrica? Non necessariamente. Quelli appena elencati sono i possibili rischi a cui si potrebbe andare incontro se non si osserva un regime equilibrato.

Già dagli anni ’70 i più importanti organismi statunitensi sia in ambito nutrizionale, l’Academy of Nutrition and Dietetics, che nel settore pediatrico, l’American Academy of Pediatrics, si sono pronunciati a favore delle diete vegetariane, anche nella prima infanzia.

Insomma, l’aspetto centrale è la corretta informazione, in modo da scegliere e combinare opportunamente gli alimenti, il che, ovviamente, richiede una buona conoscenza del valore nutrizionale dei cibi comunemente consumati. E soprattutto evitare il fai da te.