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L’Italia è candidata come membro non permanente al Consiglio di sicurezza Onu

Il 28 giugno, durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ci sarà l'elezione dei 10 membri non permanenti e l'Italia concorre con Svezia e Paesi Bassi

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Il 28 giugno 2016 si terrà una riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite in cui verranno eletti cinque membri non permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu. E l’Italia ha presentato la sua candidatura per i 2 seggi che spettano al gruppo “paesi occidentali”. A contendersi il seggio in palio saranno anche Paesi Bassi e Svezia. 

I dieci posti totali, rinnovati ogni anno in due gruppi da cinque, sono così assegnati: tre all’Africa, due all’Asia-Pacifico, due ai paesi occidentali, due all’America Latina e uno all’Europa orientale. Per dare la possibilità a tutti i paesi di essere rappresentati, deve passare un periodo di tempo ragionevole tra una candidatura e un’altra.

L’Italia si era candidata l’ultima volta quasi dieci anni fa, nel biennio 2007-2008. Era stata eletta insieme a Belgio, Sudafrica, Panama e Indonesia.

I membri non permanenti vengono eletti cinque ogni anno, tenendo conto di un’equa distribuzione geografica, ma rimangono in carica per un biennio. Lo statuto delle Nazioni Unite, all’articolo 24 prevede che i membri “conferiscano al Consiglio di Sicurezza la responsabilità principale del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, e riconoscano che il Consiglio di Sicurezza, nell’adempiere i suoi compiti inerenti a tale responsabilità, agisce in loro nome”. 

Fanno parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, oltre ai dieci membri non permanenti, anche 5 membri permanenti, che sono i paesi usciti vincitori dalla Seconda guerra mondiale, ovvero Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna. Questi paesi hanno dei diritti speciali come ad esempio il diritto di veto. 

Le Nazioni Unite, costituite nel 1945 al termine della Conferenza di San Francisco con la firma dello Statuto delle Nazioni Unite, contano attualmente 193 paesi su 206. Oltre a questi ci sono altri due paesi che fanno parte dell’Onu come membri osservatori: Città del Vaticano e Palestina. 

Secondo quanto si legge nelle motivazioni della candidatura italiana c’è il fatto che l’Italia ricopre una posizione strategica, nel cuore del Mediterraneo, per quanto riguarda la questione dei flussi migratori. Si legge inoltre che l’Italia è il paese occidentale che contribuisce con il maggior numero di peacekeeper e uno dei dieci paesi che maggiormente contribuisce a livello finanziario.