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Cosa è successo il 20 giugno nel mondo
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Cosa è successo il 20 giugno nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

20 Giu. 2016

Italia: il ministero dell’Interno ha comunicato i risultati definitivi del secondo turno delle elezioni amministrative italiane del 2016. Domenica 5 giugno si era svolto il primo turno per l’elezione dei sindaci e per il rinnovo dei consigli comunali in 1.342 diversi comuni, tra i quali Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Cagliari e Trieste. In tutte le città principali si è andati al ballottaggio fra i due candidati più votati al primo turno, con l’eccezione di Cagliari. Il secondo turno ha visto le vittorie dei candidati del Movimento 5 Stelle a Roma e Torino, le conferme del centrosinistra a Milano e Bologna e la rielezione di Luigi De Magistris, appoggiato da liste civiche di sinistra, a Napoli. Il centrodestra ha invece vinto il ballottaggio a Trieste. 

– Repubblica Democratica del Congo: un’epidemia di febbre gialla è scoppiata in tre province inclusa quella della capitale Kinshasa. Sono stati confermati 67 casi, mentre altri mille sono sotto osservazione. Almeno cinque persone sono morte. “Dichiaro oggi un’epidemia di febbre gialla localizzata nelle province di Kinshasa, Congo Centrale e Kwango”, ha detto il ministro della Salute Kabange durante una conferenza stampa. Kinshasa è la preoccupazione principale degli operatori sanitari, perché ha una popolazione di oltre 12 milioni di persone e dispone di infrastrutture mediche inadeguate. Le riserve mondiali di vaccini contro la febbre gialla sono già state intaccate per immunizzare le popolazioni di Angola, Uganda e Congo. Al momento sono disponibili solo 6 milioni di dosi, e potrebbero non essere abbastanza se scoppiano più focolai contemporaneamente in aree densamente popolate.

– Italia: la ‘ndrangheta esiste, è una sola e ha una struttura verticistica con un proprio governo che ha sede a Reggio Calabria. Lo sostiene la Corte di Cassazione con la sentenza del 17 giugno 2016 sull’inchiesta ‘Crimine’, che nel 2010 portò all’arresto di trecento persone tra la Calabria e la Lombardia. Quella che sembra un’ovvietà in realtà rappresenta una data storica per la giurisprudenza italiana. È sufficiente pensare che il legislatore ha inserito solo sei anni fa, il 30 marzo del 2010, nell’articolo 416bis sull’associazione di stampo mafioso anche la ‘ndrangheta, accanto a Cosa Nostra e alla Camorra. In base alla sentenza della Suprema Corte, la ‘ndrangheta “ha una struttura unitaria”, ha un governo, “un vertice collegiale chiamato La Provincia”, composto da rappresentanti delle Locali, e non un insieme scoordinato e scollegato di cosche e famiglie.  

– Vietnam: un milione di persone ha urgente bisogno di assistenza alimentare mentre 2 milioni non hanno accesso all’acqua potabile per via di una grave siccità causata dal fenomeno atmosferico El Niño. Si tratta della peggiore siccità nel paese degli ultimi 90 anni che, combinata all’eccessiva penetrazione di acqua salata nel delta del fiume Mekong, ha distrutto le coltivazioni di frutta, riso e zucchero di quello che era il terzo esportatore mondiale di riso dopo India e Thailandia. “L’interruzione delle precipitazione ha colpito i mezzi di sostentamento, la sicurezza alimentare e l’accesso all’acqua potabile dei vietnamiti”, ha dichiarato Christos Stylianides, commissario dell’Unione Europea per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi. Il ramo umanitario dell’Unione, l’Echo, erogherà 2 milioni di euro in fondi di emergenza. “Questo contributo da parte dell’Ue aiuterà a fornire assistenza salvavita alle famiglie colpite in un momento critico, assicurando che le loro necessità di base siano soddisfatte”, ha aggiunto Stylianides.

– Turchia: la polizia turca ha usato lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere gli attivisti Lgbt che si erano riuniti per manifestare a favore del gay pride, vietato dalle autorità municipali di Istanbul. Venerdì 17 giugno, il governatore della città aveva emesso il divieto di svolgimento delle due parate annuali per motivi legati alla sicurezza. La massima autorità di Istanbul aveva anche specificato che chiunque avesse preso parte a una manifestazione non autorizzata, sarebbe andato incontro all’intervento delle forze dell’ordine. I timori legati alla sicurezza hanno due radici. La prima, riguarda più in generale il clima di tensione dovuto agli attacchi che in questi ultimi mesi hanno scosso la Turchia per mano dell’Isis e del Pkk. La seconda è dovuta al fatto che il gay pride era stato organizzato durante il mese del Ramadan, considerato sacro dalla tradizione islamica.

– Afghanistan: un attacco kamikaze a Kabul, nel distretto di Banae, ha causato 14 morti e 8 feriti. Lo ha dichiarato su Twitter Sediq Seddiqqi, portavoce del ministero degli Interni afghano. Le vittime non sono ancora state identificate, ma il bersaglio, secondo le fonti ufficiali, era un minibus che trasportava guardie private nepalesi. Testimoni dichiarano di aver visto corpi e persone colpite venir trascinate fuori dal veicolo distrutto. L’attentatore, prima di colpire, avrebbe atteso vicino alla caserma che il mezzo si muovesse. Oltre ai soldati nepalesi, diversi civili sono rimasti uccisi. Lo ha spiegato il capo della polizia di Kabul Rahimi, che ha aggiunto che la bomba è esplosa durante l’ora di punta nei pressi di un mercato. Mentre l’ambasciata nepalese in Pakistan sta ancora lavorando per accertarsi del coinvolgimento dei suoi connazionali, i talebani hanno rivendicato l’attentato attraverso un tweet di Zabihullah Mujahid. 

– Italia: il numero dei profughi costretti ad abbandonare le proprie case e i propri paesi di origine a causa di conflitti ha raggiunto il più alto livello mai registrato, secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. In occasione della Giornata mondiale del rifugiato che ricorre ogni anno il 20 giugno, l’Unhcr ha diffuso il rapporto annuale Global trends 2015. Si stima che almeno 65,3 milioni di persone siano rifugiati, richiedenti asilo o sfollati alla fine del 2015, con un incremento di quasi 5 milioni in un anno. Ciò significa che una persona su 113 nel mondo è un rifugiato. L’Alto commissario dell’Unhcr, Filippo Grandi, ha dichiarato che un “clima di xenofobia preoccupante ha preso piede in Europa” e si fa fatica a far fronte alla crisi dei migranti. L’afflusso di migranti, il più grande dalla seconda guerra mondiale, ha portato a un crescente sostegno ai gruppi di estrema destra e alle politiche anti-immigrazione. Nel suo rapporto annuale in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, l’Unhcr ha detto che si tratta della prima volta in cui il numero di rifugiati nel mondo ha superato i 60 milioni. 

– Messico: sei persone sono morte nello stato di Oaxaca nel Messico meridionale durante gli scontri tra gli insegnanti di scuola e la polizia. Altre cento persone tra manifestanti e agenti sono rimaste ferite. Le violenze sono scoppiate dopo l’arresto di due leader del sindacato Cnte con l’accusa di aver sottratto fondi dalle casse del sindacato, di riciclaggio e di corruzione. I lavoratori sono scesi in strada per protestare bloccando strade e ferrovie contro un arresto che ritengono motivato da ragioni politiche.

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