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La protesta violenta degli insegnanti messicani: sei morti negli scontri con la polizia

Secondo le autorità la situazione è degenerata quando alcuni uomini con il volto coperto hanno cominciato a sparare sulla folla

Immagine di copertina

Sei persone sono morte domenica 19
giugno nello stato di Oaxaca nel Messico meridionale durante gli scontri tra
gli insegnanti di scuola e la polizia. Altre cento persone tra manifestanti e
agenti sono rimaste ferite.

Le violenze sono scoppiate dopo l’arresto di
due leader del sindacato Cnte con l’accusa di aver sottratto fondi dalle casse
del sindacato, di riciclaggio e di corruzione.

I lavoratori sono scesi in strada per protestare
bloccando strade e ferrovie contro un arresto che ritengono motivato da ragioni
politiche.

Secondo le autorità, quando la polizia è
arrivata per sgomberare le strade, alcune persone ancora non identificate con i
volti coperti da una maschera hanno fatto fuoco sulla folla con l’obiettivo di
creare confusione e scatenare la ribellione dei manifestanti.

Immagini riprese dalle televisioni locali
mostrano scene di caos con persone che fuggono le cariche della polizia mentre
in sottofondo si sentono i colpi d’arma da fuoco.

Il sindacato Cnte si oppone alla riforma della
scuola introdotta nel 2013 dal presidente Enrique Pena Nieto, che prevedono
test di valutazione sull’operato degli insegnanti e negli ultimi mesi sono
stati frequenti le manifestazioni e gli scioperi in particolare nello stato di
Oaxaca.