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I giapponesi che scelgono di vivere nel minimalismo più assoluto
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I giapponesi che scelgono di vivere nel minimalismo più assoluto

In una società che ormai dà per scontato il consumismo, alcuni giovani professionisti scelgono di liberarsi da ciò che possiedono per limitarsi allo stretto necessario

20 Giu. 2016

Fumio Sasaki è un editor giapponese 36enne, che come altri suoi concittadini ha deciso di adottare uno stile di vita improntato al minimalismo più assoluto, secondo una scelta consapevole che ha poco a che fare con la scarsità di denaro.

Nel suo appartamento di Tokyo, Sasaki ha un guardaroba che consiste in tre camicie, quattro paia di pantaloni, quattro paia di calzini e pochissimi altri accessori, e questo stile improntato alla semplicità si estende a tutto il resto degli oggetti da lui posseduti.

In una società che ormai dà per scontato il consumismo, Sasaki e altri giovani professionisti scelgono invece di liberarsi di ciò che possiedono per limitarsi allo stretto necessario.

“Continuavo a pensare a quello che non possedevo, quello che mi mancava”, ha detto Sasaki in un’intervista a Reuters, ricordando di come fino a due anni fa fosse invece un appassionato collezionista di cd e dvd.

Anche Katsuya Toyoda, un editor di pubblicazione on-line, appartiene alla schiera dei nuovi minimalisti, e possiede un solo tavolo e un futon nel suo appartamento di soli 22 metri quadrati: “Sono diventato un minimalista per far sì che emergessero le cose che veramente amo nella vita”.

Altri spiegano le ragioni della propria scelta con la tradizione buddista zen del paese, o col fatto che avere una minore quantità di beni è una questione pratica in Giappone, che viene regolarmente colpito da terremoti.

Qui un video che racconta alcune di queste storie:

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