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Almeno 14 persone sono morte in un attacco suicida in Afghanistan
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Almeno 14 persone sono morte in un attacco suicida in Afghanistan

Il bersaglio, secondo le fonti ufficiali, era un minibus che trasportava guardie private nepalesi

20 Giu. 2016

Un attacco kamikaze a Kabul, nel distretto di Banae, ha causato 14 morti e 8 feriti. Lo ha dichiarato su Twitter Sediq Seddiqqi, portavoce del ministero degli Interni afghano.

Le vittime non sono ancora state identificate, ma il bersaglio, secondo le fonti ufficiali, era un minibus che trasportava guardie private nepalesi. Testimoni dichiarano di aver visto corpi e persone colpite venir trascinate fuori dal veicolo distrutto.

L’attentatore, prima di colpire, avrebbe atteso vicino alla caserma che il bus si muovesse. Oltre ai combattenti nepalesi, diversi civili sono rimasti uccisi. Lo ha spiegato il capo della polizia di Kabul Rahimi, che ha aggiunto che la bomba è esplosa durante l’ora di punta nelle strade della capitale, nei pressi di un mercato.

Mentre l’ambasciata nepalese con base in Pakistan sta ancora lavorando per accertarsi del coinvolgimento dei suoi connazionali, i talebani hanno rivendicato l’attentato attraverso un tweet di Zabihullah Mujahid.

Nelle ore successive, un’altra bomba, piazzata all’interno di un’automobile, ha ferito un membro del consiglio provinciale che vi si trovava a bordo, oltre a tre uomini della sua scorta.

Nella regione del Badakhstan, a nord del paese, una moto è esplosa in un mercato affollato. Secondo Naveed Frotan, portavoce ufficiale del governo della provincia, il bilancio è di 8 civili morti e 18 feriti. Gli autori dell’attentato rimangono per ora sconosciuti.

Nelle ultime settimane, in particolare in seguito all’attacco drone lanciato dagli statunitensi che ha ucciso il leader talebani Mullah Akhtar Mansour, l’Afghanistan è stato investito da una crescente ondata di violenza. Il governo locale e i suoi sostenitori occidentali non sembrano in grado di reggere l’urto, specialmente considerando che la Casa Bianca sta ritirando le ultime truppe rimaste nell’area.

La minaccia dei talebani, ora guidati da Mullah Haibatullah Akhundzada, sta diventando sempre più pesante. Fra maggio e giugno, come vendetta per l’esecuzione di sei militanti rimasti prigionieri, hanno attaccato un autobus trasportante lo staff del Ministro della Giustizia nei pressi di Kabul e un tribunale a Ghazni, città nel centro del paese.

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