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Una giornata con Roberto Giachetti

TPI ha passato una giornata di campagna elettorale al fianco del candidato del centrosinistra a sindaco di Roma

Immagine di copertina

Quando arriva Roberto Giachetti, vice-presidente della Camera dei Deputati e candidato sindaco di Roma per il Partito Democratico, non ci sono né una scorta né il codazzo di auto blu che nell’immaginario collettivo accompagnano un politico di grande visibilità.

Giachetti si muove con il suo scooter, seguito da un gruppo ristretto di collaboratori, anche loro su due ruote. Un modo semplice e naturale per chi vuole diventare sindaco della più importante città italiana senza rinunciare alla sua normalità.

Proprio a bordo del suo scooter inizia un’altra giornata di campagna elettorale in un venerdì di maggio, quando alle elezioni mancano poco più di due settimane. Raggiunge Tor Marancia, un’ex borgata nella zona sud di Roma, oggi rivitalizzata da monumentali opere di street art.

Siamo a ridosso del Parco Regionale dell’Appia Antica, ma ciononostante c’è un’inaspettata centrale elettrica proprio al suo ingresso. I cittadini della zona si confrontano con Giachetti su questo tema, facendo notare al candidato non solo che la centrale è causa di malattie e di continuo rumore, ma che le istituzioni fino a quel momento non li hanno ascoltati.

Giachetti è sempre stato sensibile alle tematiche ambientali. La sua storia politica affonda le proprie radici nei Verdi e, prima ancora, nei Radicali, e diversamente da molti suoi compagni di partito, il 17 aprile del 2016 è andato a votare al referendum sulle trivelle.

Dopo questo incontro, Giachetti sale di nuovo nel suo scooter per proseguire il giro per l’VIII Municipio. Si tratta di un territorio storicamente di sinistra, in cui il centrodestra non ha mai vinto. Ma un luogo in cui la frattura tra PD e Sel, a Roma rimaste sempre alleate ma che oggi corrono divise, si sente ancora di più, soprattutto perché la sinistra che candida come sindaco Fassina in questo territorio presenta Andrea Catarci, attualmente sostenuto da una giunta di cui fa parte anche il PD.

La seconda tappa di questo territorio è il frequentato mercato della Montagnola, struttura che ospita anche un centro anziani. I banchi sembrano ammassati l’uno sull’altro e giornalisti, curiosi e collaboratori fanno fatica a stare dietro al candidato sindaco, ma Giachetti non si ferma di fronte a questo ostacolo, e prosegue il suo giro, parlando con numerosi commercianti e ascoltando molti cittadini della zona. Al suo fianco c’è Bernardo Campitiello, un candidato al consiglio del municipio che mostra fiero a Giachetti un banco letteralmente tappezzato di volantini a suo sostegno.

La tappa successiva del tour è piazza del Gazometro, situata in quella zona costruita all’inizio del Novecento dall’allora sindaco Ernesto Nathan per essere l’area industriale. Oggi, però, la maggior parte delle strutture industriali hanno perso la loro funzione originaria, ed è in corso una riconversione di numerosi edifici.

Giachetti parla in mezzo a una piazza. Dietro di lui c’è un ristorante: campeggia ancora la vecchia insegna “osteria” su quello che oggi è un ristorante eritreo. Dall’altra parte una storica sezione del Partito Comunista Italiano, oggi passata al Partito Democratico. Attraversando l’Ostiense si vedono gli ex Mercati Generali, da anni oggetto di un indeciso, lento, infinito rifacimento. Alle spalle, il Gazometro, uno dei simboli della Roma industriale, sfondo dei manifesti elettorali di Giachetti.

Questa piazza rappresenta, nel suo piccolo, il simbolo di una Roma e di una sinistra che stanno cambiando faccia. Una serie di cambiamenti che Giachetti non vuole rimanere a guardare, ma vuole governare da sindaco della capitale.

Proprio in questo contesto, Giachetti fa un breve discorso ai militanti del PD della vicina sezione accorsi in piazza, insieme ad Anna Rita Marocchi, la candidata presidente di questo municipio. Non mancano stoccate all’avversaria del Movimento Cinque Stelle Virginia Raggi, che considera guidata dall’esterno dall’anonimo staff della Casaleggio Associati di Milano, e per questo non idonea a ricoprire un ruolo come il sindaco di Roma, in cui bisogna tener conto dei romani e delle loro esigenze.

Gli ultimi sondaggi, nel confuso panorama politico della capitale, che vede ben quattro candidati in lizza per l’accesso al ballottaggio, parlano di un secondo turno tra la Raggi e Giachetti. Quando il Movimento Cinque Stelle si è qualificato al ballottaggio, fino ad oggi la maggior parte delle volte ha vinto, ed è uscito sconfitto solo con candidati arrivati molto alti al primo turno.

Per questa ragione, chiediamo a Giachetti se teme il ballottaggio con il Movimento Cinque Stelle, o pensa anzi di essere la persona giusta per rompere questa tendenza.

I toni generalmente concilianti di Giachetti si fanno più decisi: “I romani devono sapere che hanno a che fare con una candidata che scappa e che è pronta a dimettersi se glielo chiede lo staff anonimo di Beppe Grillo”, dice a TPI. Per lui è una questione di principio, e su questo tema non vuole fare passi indietro.

La pensa in modo simile Matteo Orfini, commissario del PD di Roma, che dice a TPI che il centrosinistra ha vinto diversi ballottaggi contro i Cinque Stelle e vincerà anche questa volta. Così come non teme la corsa solitaria della sinistra, che ha candidato Stefano Fassina. Per Orfini gli elettori non premieranno questa scelta.

Quando ormai si è fatta l’ora di pranzo, Giachetti riprende il suo scooter e si appresta a raggiungere, per le 15, la Camera dei Deputati, per dare un ultimo saluto a Marco Pannella, lo storico leader radicale morto il giorno prima, considerato un maestro dal candidato sindaco.

“Soprattutto l’onestà”, ci risponde Giachetti, quando gli chiediamo quale sia tra gli insegnamenti lasciatigli da Pannella uno che gli servirà in particolar modo per amministrare Roma.

Dopo aver partecipato alla camera ardente dello storico leader radicale, il candidato sindaco torna in marcia nella sua giornata di incontri e di campagna elettorale. L’appuntamento successivo è nel VI Municipio, la zona più a est di Roma, nonché uno dei territori più problematici della capitale.

Campagna regione lazio

Si tratta di un’area in cui gli stranieri, dal 2001 a oggi, sono più che triplicati e attualmente rappresentano il 18,2 per cento della popolazione. Qui il reddito medio pro capite è il più basso della capitale, pari a 17mila euro l’anno.

Il primo incontro in questo territorio è a Giardinetti, un quartiere lungo la Casilina immediatamente fuori dal raccordo, fatto principalmente di edifici residenziali, affiancato dal capolinea del trenino giallo che parte dalla stazione Termini e che qui conclude il suo percorso, incontrando la nuova, ma ancora incompleta, metro C.

Qui Giachetti deve partecipare all’inaugurazione della nuova area giochi di un parco pubblico. Come mai vi partecipa un candidato, verrebbe da chiedersi. La risposta è che non sono state le istituzioni a fare questo lavoro, ma il comitato di quartiere, che ha dovuto svolgere un iter burocratico di tre mesi per ottenere l’autorizzazione a fare questi piccoli ma importanti lavori.

Anche questo mostra come sul territorio i cittadini sentano lo stato distante, e Giachetti sia qua per provare a ricucire questo rapporto. Una necessità che il centrosinistra sente anche a livello elettorale, dal momento che si tratta probabilmente di una delle zone in cui negli ultimi anni è stato subito un drastico ridimensionamento di voti.

E dopo un brindisi per inaugurare la nuova area giochi, Giachetti, accompagnato dal presidente del PD nonché commissario per la federazione di Roma Matteo Orfini, il commissario del partito del VI municipio e il candidato alla presidenza municipale Dario Nanni, si sposta nel quartiere di Tor Bella Monaca, uno dei più popolosi di questo territorio nell’estremo est di Roma.

La prima tappa della zona è la sezione del PD di via dell’Archeologia, all’ombra delle grigie e colossali torri che caratterizzano il quartiere, dove ad accogliere il candidato ci sono decine di militanti, tra cui Alessia Filippi, la campionessa di nuoto vincitrice di un argento alle Olimpiadi di Pechino 2008, oggi candidata capolista con la Lista Civica Giachetti.

“Giacchetti, te posso da’ del tu?” dice un anziano militante “Il tu va bene, ma Giachetti, con una c sola” risponde il candidato. Ci tiene al rapporto umano, ci tiene a restare normale. “La mia libertà e la mia riservatezza sono le cose a cui tengo di più” dice a TPI il candidato sindaco, quando gli chiediamo cosa gli mancherebbe di più qualora diventasse sindaco.











Ma oltre al rapporto umano e alla normalità, restano i problemi del quartiere, che vanno risolti secondo il sindaco attraverso la presenza più forte dei servizi. Come la metro C, che già è attiva con diverse fermate nell’estremo est di Roma, ma che finché non sarà collegata alle altre due linee non potrà rompere definitivamente l’isolamento di cui questa parte di Roma troppo spesso è stata vittima.

Ci sono poi le Olimpiadi del 2024, criticate da molti, viste come uno spreco e un modo per favorire la corruzione da altri candidati, ma che Giachetti difende e vede come un’occasione per rilanciare la città, e anche questa zona, distante poche centinaia di metri dallo stadio del nuoto, incompiuto da anni, dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava.

La passeggiata per il quartiere arriva in largo Ferruccio Mengaroni, una piazza con una grande area pedonale al centro, dove Giachetti, insieme a Dario Nanni e Gennaro Migliore, presentano il libro dell’ex assessore alla Legalità della giunta Marino, Alfonso Sabella, dal titolo Capitale infetta.

Presentare il libro in questo territorio vuole essere un segnale della presenza delle istituzioni in un quartiere che troppe volte è stato associato al degrado, ma anche in questa circostanza il candidato sindaco trova occasione di lasciarsi andare a un rapporto spontaneo coi militanti.

A scortarlo al palco dell’iniziativa, infatti, non è un auto blu, ma la sedia a rotelle elettrica di Pina Cocci, storica militante del PD della zona, disabile, che invita a salire su un lato della sua sedia Giachetti per accompagnarlo così.

Finita l’iniziativa, ormai si sta facendo sera, ma la giornata del candidato sindaco non è finita: c’è ancora un incontro con alcune ong, in zona Esquilino, prima di tornare a casa e prepararsi a un’altra giornata di campagna elettorale.

Non si ferma Giachetti, come è ovvio che sia per chi è costretto a inseguire e non vuole mollare. In una giornata ha saputo unire i punti del suo programma, partendo dall’ambiente, con la visita alla centrale elettrica del parco dell’Appia Antica, passando per la rigenerazione urbana ai Mercati generali, per la partecipazione, con l’inaugurazione del parco a Giardinetti, la militanza, alla sezione di Tor Bella Monaca, e la legalità, con la presentazione del libro di Sabella.

Un viaggio che non ha unito solo i diversi quartieri della capitale, ma anche i temi e i mondi, perché per vincere questa sfida Giachetti non si può dimenticare di nessuno.

Il video è stato realizzato da Tiziano Rugi