Me
Omar Mateen era un frequentatore abituale del locale gay dove ha compiuto la strage
Condividi su:

Omar Mateen era un frequentatore abituale del locale gay dove ha compiuto la strage

Secondo alcuni testimoni l'uomo sarebbe inoltre stato molto attivo sulle chat gay

14 Giu. 2016

Almeno quattro clienti abituali della discoteca gay Pulse di Orlando, dove 49 persone sono state uccise lo scorso 12 giugno, hanno detto di aver già visto Omar Mateen nel locale.

“A volte andava in un angolo a sedersi e beveva da solo, altre volte era così ubriaco da diventare aggressivo”, ha raccontato Ty Smith all’Orlando Sentinel, che ha detto di aver visto Mateen almeno una decina di volte. 

“Non parlavamo molto con lui, ma ricordo che una volta stava parlando di suo padre e un’altra volta ci ha detto che aveva una moglie e un figlio”, ha proseguito Smith.

Un altro frequentatore abituale del Pulse, Kevin West, ha raccontato al Los Angeles Times che Mateen, gli mandava messaggi utilizzando una chat gay ma senza mai incontrarsi.

L’ex moglie di Mateen, Sitora Yusufiy, aveva raccontato ai giornalisti che l’uomo aveva spesso comportamenti violenti e sembrava soffrire di bipolarismo. 

Nel 2008 aveva conosciuto tramite il social network MySpace una donna originaria dell’Uzbekistan, Sitora Yusufiy, e poco dopo i due si erano sposati. 

Già nel 2009, però, Mateen sarebbe diventato violento e mentalmente instabile, picchiando ripetutamente la donna e non permettendole di uscire o di avere contatti con altre persone, secondo quanto da lei riferito. Pur accusandolo di instabilità mentale, Yusufiy ha dichiarato che non notò nel marito tendenze all’islamismo radicale.

Questo mise prematuramente fine al matrimonio, con i genitori di lei che quattro mesi dopo le nozze arrivarono in Florida dal New Jersey per salvarla dalla relazione e portarla via con loro.

Nel 2011 i due erano ufficialmente divorziati. In seguito, Mateen si è risposato con un’altra donna e ha avuto un figlio.

Il padre del killer, Seddique Mateen, non è del tutto estraneo a rapporti con l’islamismo radicale: ha infatti condotto in passato una trasmissione televisiva trasmessa dalla California chiamata Durand Jirga, in cui l’uomo esprimeva sostegno ai talebani, e recentemente, ha pubblicato alcuni video sulla sua pagina Facebook in cui, vestito con un’uniforme militare di fronte alla bandiera afghana, critica fortemente il presidente afghano Ashraf Ghani.

Secondo il genitore dell’assassino, la causa della strage sarebbe da attribuire non all’islamismo radicale ma all’omofobia: Seddique Mateen ha infatti dichiarato che alcuni mesi fa avrebbe notato una forte indignazione, una sorta di “ossessione” nel figlio dopo che questi aveva visto due uomini baciarsi in pubblico.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus