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Le reazioni dei politici americani alla strage di Orlando

Il presidente Barack Obama e la candidata democratica alla Casa bianca Hillary Clinton definiscono l’attacco un atto di terrore e di odio. Trump attacca l’Islam radicale

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La strage del gay club di Orlando ha scatenato le reazioni dei principali politici americani. Sia il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, sia i candidati alla Casa bianca Hillary Clinton e Donald Trump hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali e commenti sui social network.

Obama ha condannato l’attacco come “un atto di terrore e di odio”, sottolineando che gli eventi di Orlando segnano “il più sanguinoso attacco della storia americana”.

Il presidente ha aggiunto che “ieri è stato un giorno straziante, specialmente per tutti i nostri amici e concittadini americani gay, lesbiche, transgender e bisessuali”. Ha quindi detto che l’Fbi sta investigando sui possibili legami dell’attentatore di origini afghane Omar S. Mateen con gruppi terroristici e sulle ragioni del folle gesto.

Le bandiere americane della Casa bianca sono state issate a mezz’asta in segno di lutto. Obama ha tenuto il suo quindicesimo discorso dopo una strage dovuta a una sparatoria.

Il presidente, da sempre in prima linea contro la diffusione delle armi, ha fatto esplicito riferimento alla questione dichiarando che “questo massacro è un ulteriore prova di quanto è facile mettere le mani su un’arma che permette di compiere stragi nelle scuole, nei cinema, nelle chiese e nei locali”.

Donald Trump, candidato repubblicano alla presidenza, ha mantenuto la linea polemica che ha contraddistinto tutta la sua campagna elettorale, rimarcando la necessità di vietare l’ingresso ai musulmani nel paese per motivi legati al terrorismo.

Il magnate newyorkese ha twittato immediatamente dopo l’attacco: “vi ringrazio per le congratulazioni sull’avere avuto ragione a proposito del terrorismo dell’Islam radicale, ma non voglio congratulazioni, voglio durezza e vigilanza. Dobbiamo essere svegli!”.

Trump ha aggiunto che Obama dovrebbe dimettersi, in quanto ha volontariamente evitato di menzionare la matrice islamica radicale della strage, attaccando poi per lo stesso motivo anche l’avversaria Hillary Clinton.

Clinton ha pubblicato un commento su Facebook, dicendo di unirsi agli americani nella preghiera per le vittime dell’attacco di Orlando, per le loro famiglie e per i soccorritori. Ha poi aggiunto di voler “raddoppiare gli sforzi per difendere il paese dalle minacce presenti in casa e provenienti dall’estero”.

Molti sondaggi danno Hillary Clinton in vantaggio su Donald Trump nella sfida elettorale di novembre 2016. Tuttavia, quanto successo ieri in Florida potrebbe suscitare ulteriori timori nella popolazione e favorire la dura retorica del candidato repubblicano.