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Il manuale di guida sessista di Fiat Argentina

A scatenare l’ira delle donne i riferimenti alle ‘gonne corte’, alle ‘belle gambe’ e ai ‘maschi alpha’ all’interno del manuale per guidatori (rigorosamente uomini)

Immagine di copertina

Fiat Argentina ha rimosso dalla circolazione il manuale di guida consegnato insieme alle auto al momento dell’acquisto in seguito alle proteste delle donne, che lo hanno accusato di essere sessista e misogino.

Il manuale, consegnato ai clienti insieme al libretto di istruzioni del veicolo, conteneva consigli per il guidatore (sempre rigorosamente uomo) e faceva riferimento alle donne come semplici co-pilote.

E proprio nel capitolo dedicato alle co-pilote si trovavano una serie di frasi che hanno scatenato l’ira delle donne: “Se la gonna è troppo corta, consigliamo alla donna di viaggiare nel sedile posteriore per non deconcentrare il guidatore”. Stesso consiglio nel caso in cui il guidatore abbia l’abitudine di accarezzare la compagna.

In un altro paragrafo, dedicato alle donne che aspirano a diventare co-piliote, si fa riferimento al fatto che devono avere “almeno delle belle gambe”.

Nel capitolo “guidatore amorevole” si consiglia “al fine di essere un vero gentiluomo, se la moglie, la fidanzata o l’amante viaggia con le amiche, di comportarsi come lo chauffeur personale di ciascuna di loro, accompagnandole in sicurezza a casa al fine di ricoprire il ruolo di ‘maschio alpha’ alla guida”.

Il manuale tascabile è stato duramente contestato dai gruppi di femministe argentine, incluse le organizzatrici della manifestazione #NiUnaMenos, (Nessuna in meno), tenutasi la scorsa settimana a Buenos Aires per condannare la violenza contro le donne.

Sulla pagina Facebook dell’associazione le donne hanno pubblicato le foto delle pagine contestate, definendole “un sommario di messaggi misogini e di vecchi stereotipi”. “Se è una strategia di marketing, la Fiat dovrebbe ricordarsi che anche le donne hanno la patente”, ha scritto una donna sull’account Facebook della casa automobilistica.

Fiat si è scusata sulla pagina Twitter ufficiale sostenendo di non aver voluto “mancare rispetto nei confronti di nessuno”.