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Cosa è successo il 9 giugno nel mondo
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Cosa è successo il 9 giugno nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

09 Giu. 2016

Libia: le forze che sostengono il governo di unità nazionale della Libia hanno ingaggiato scontri con i miliziani dell’Isis nella loro roccaforte di Sirte dopo aver conquistato alcune postazioni strategiche a ridosso della città, tra cui una base aerea, alcuni campi militari e una rotatoria dove l’Isis era solito impiccare i corpi delle persone giustiziate. “Pensiamo che Sirte sarà liberata nel giro di giorni, non settimane”, ha detto un portavoce militare. Espellere l’Isis da Sirte sarebbe un’importante vittoria nella lotta al gruppo estremista e potrebbe rilanciare il governo di unità nazionale sostenuto dall’Onu.

– Siria: le Nazioni Unite non terranno un altro round di negoziati di pace sulla Siria a Ginevra finché tutte le parti coinvolte non accetteranno le condizioni per un accordo sulla transizione politica che scadrà il primo agosto, ha dichiarato l’inviato speciale Staffan de Mistura. “I tempi non sono ancora maturi per un terzo round di colloqui intra-siriani”, ha detto de Mistura ai giornalisti. L’inviato speciale ha anche riferito di aver parlato con la Russia del rilascio di un numero significativo di combattenti detenuti dal governo siriano, ma ha chiesto conferma e ulteriori dettagli in merito. 

– Repubblica Democratica del Congo: l’epidemia di malaria dell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) è ormai fuori controllo e molte famiglie sono costrette a lasciar morire i propri figli a casa perché non possono permettersi le cure mediche. I bambini sotto i 13 anni rappresentano l’80 per cento dei 45mila pazienti curati da Medici senza frontiere (Msf) nelle ultime quattro settimane nella provincia nordorientale di Haut-Uele. “Molte persone stanno morendo e i bambini sono le prime vittime”, ha dichiarato il coordinatore per le emergenze di Msf nella Drc, Stephane Reynier de Montlaux. Il governo ha chiesto a Msf di intervenire dopo aver registrato oltre 93mila casi di malaria in quattro diverse zone della provincia nelle prime 16 settimane del 2016. 

– Iran: una ricercatrice esperta in studi di genere e sessualità nell’Islam è stata arrestata. Si tratta del quinto arresto di un iraniano con la doppia cittadinanza nell’arco degli ultimi mesi. Homa Hoodfar insegna antropologia alla Concordia University di Montreal, in Canada. Secondo l’organizzazione International Campaign for Human Rights in Iran (Ichri), gli agenti della Guardia Rivoluzionaria hanno perquisito l’abitazione della donna sequestrando diversi oggetti personali tra cui il suo cellulare, il suo computer, i suoi documenti e il suo materiale di ricerca. 


La donna è stata arrestata una prima volta il 10 marzo e tenuta in custodia nella prigione di Evin per due mesi. Uscita su cauzione, non le è stato consentito di lasciare il paese e le forze dell’ordine l’hanno nuovamente arrestata lunedì. Hoodfar, che ha 65 anni e ha anche il passaporto irlandese, è stata interrogata più volte e dato che ha avuto un infarto in passato e soffre di un disturbo neurologico si teme che la pressione psicologica possa danneggiare gravemente la sua salute. 

– Russia: un jet da combattimento russo è precipitato appena fuori Mosca, il pilota alla guida del velivolo è morto. L’aereo era un Sukhoi Su-27, stava tornando alla base e non trasportava armi o munizioni, secondo quanto riportato dal ministero della Difesa russo. L’incidente non ha causato nessun danno a terra. Una commissione istituita dal ministero sta già lavorando sul posto per accertare le cause dell’incidente. 

– Somalia: le forze dell’Unione Africana impegnate nell’African union mission in Somalia (Amisom) hanno riferito che le loro truppe hanno respinto un attacco del gruppo islamista al-Shabaab in una delle loro basi a nord di Mogadiscio, uccidendo 110 miliziani. Lo ha riferito a Reuters il tenente colonnello Joe Kibet, aggiungendo che la notizia diffusa da al-Shabaab secondo cui il gruppo avrebbe ucciso 60 soldati dell’Unione africana era una menzogna. I residenti che abitano nei pressi della base, che si trova nella città etiope di Halgan, hanno detto di aver sentito una forte esplosione e spari di arma da fuoco poco prima dell’alba. “C’è stato un tentativo di attacco di questa mattina ma è stato respinto. Le nostre truppe hanno la situazione sotto controllo”, ha detto il tenente. 

– Italia: nel caso di Mered Yehdego Medhane, l’uomo eritreo sospettato di essere uno dei più grandi trafficanti di esseri umani al mondo ed estradato dal Sudan all’Italia nella notte tra martedì 7 e mercoledì 8 giugno, ci sarebbe stato uno scambio di identità. Diversi amici e conoscenti dell’uomo fermato a Khartoum, hanno denunciato l’errore delle forze dell’ordine. Infatti, secondo loro, il suo vero nome sarebbe Mered Tesfamariam, un semplice rifugiato eritreo che viveva nel confinante Sudan. Tuttavia, la polizia italiana è convinta di avere preso in custodia l’uomo giusto, negando l’avvio di indagini sulla sua identità. Intanto, Meron Estefanos, giornalista svedese che aveva intervistato Medhane lo scorso anno, ha affermato di non riconoscere la persona nelle immagini rilasciate dalla polizia italiana.  

– Iraq: almeno 22 persone sono state uccise e 70 ferite in due attentati separati a Baghdad, nei pressi di un’area commerciale e di un posto di blocco dell’esercito. Lo ha riferito la polizia irachena. Gli attacchi sarebbero una risposta all’offensiva dell’esercito a Falluja per riprendere il controllo della città in mano ai miliziani dell’Isis. Una macchina piena di esplosivo è stata fatta esplodere ad al-Jadeeda, un quartiere orientale della capitale, uccidendo almeno 15 persone e ferendone oltre 50. Quasi contemporaneamente un’altra autobomba ha preso di mira un posto di blocco dell’esercito a Taji, a nord di Baghdad, uccidendo sette soldati e ferendone più di 20. 

– Israele: quattro persone sono morte e almeno 16 sono rimaste ferite in una sparatoria avvenuta nel centro di Tel Aviv, in Israele, mercoledì 8 giugno. In seguito all’attacco terroristico, il governo israeliano ha revocato tutti i permessi per i palestinesi per entrare nel paese durante il mese del Ramadan. Si tratta di almeno 83mila permessi per i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania. Il divieto riguarderà anche tutti i viaggi all’estero dall’aeroporto Ben Gurion. L’esercito israeliano ha inoltre vietato di entrare e uscire dall’area di Yatta, città dei due attentatori, in Cisgiordania. Sarà permesso il transito per quella città solo per motivi umanitari o medici. Intanto a Gaza Hamas festeggia la riuscita dell’attentato considerato una sorta di “primo segno del Ramadan contro il nemico sionista”, mentre promette nuove “sorprese di sangue in onore del Ramadan”. 

– Paesi Bassi: un jet F-5 svizzero è precipitato nei pressi di una base aerea nel nord dei Paesi Bassi giovedì 9 giugno 2016, apparentemente in seguito a una collisione avvenuta a mezz’aria. L’aereo faceva parte della squadra di volo acrobatico Patrouille Suisse e doveva partecipare a uno show aereo. Il pilota si è paracadutato prima dell’impatto e non ha subito gravi traumi, ha riferito la portavoce della municipalità di Menameradiel, Brigitte Matter.

 Stati Uniti: un cittadino della Virginia, negli Stati Uniti, è stato accusato di aver fornito supporto materiale all’Isis. Mohamad Jamal Khweis, 26 anni, si era recato in Siria per unirsi al gruppo estremista e aveva cominciato l’addestramento da quasi un mese quando era stato catturato dalle forze curde nel nord dell’Iraq a marzo.

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