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Cosa succede oggi nel mondo

Tutti i fatti da sapere per l'8 giugno 2016

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Germania: secondo un rapporto della polizia tedesca, sono 69mila
i migranti che hanno commesso o tentato di commettere reati  nel primo trimestre del 2016. Il paese ha
visto nel 2015 un afflusso record di oltre un milione di immigrati, e questo
recente dato potrebbe indebolire la politica di accoglienza della cancelliera
Angela Merkel.

Russia: il governo di Putin sta costruendo una base
dell’esercito vicino al suo confine con l’Ucraina, l’ultimo di una catena di
nuovi siti militari allestiti lungo i confini dei territori appartenenti alla
NATO, che a sua volta sta recentemente aumentando la sua presenza sui confini
orientali della sua sfera d’influenza.

Italia: il Sudan ha estradato in Italia Medhanie Yehdego
Mered, un cittadino eritreo sospettato di essere un boss di una rete criminale responsabile
di aver illegalmente trasportato migliaia di migranti in Europa. Mered era ricercato
dallo scorso anno con l’accusa di traffico internazionale di esseri umani.

Stati Uniti: durante la visita alla Casa Bianca del primo
ministro indiano Narendra Modi, l’India ha accettato di lavorare per adeguarsi all’accordo
di Parigi sul cambiamento climatico di quest’anno, un passo decisivo nella
lotta per frenare il riscaldamento globale.

Papua Nuova Guinea: la polizia ha aperto il fuoco contro una
manifestazione studentesca uccidendo quattro persone e ferendone più di una
dozzina. Il gesto ha scatenato violente proteste e saccheggi in tutto il paese.

Brasile: l’ondata di scandali che stanno coinvolgendo il
governo ad interim del Brasile potrebbe essere favorevole alla ex presidente
Dilma Rousseff, grazie alla minore determinazione di alcuni parlamentari nel
proseguire il processo di impeachment nei confronti della ex leader.

Perù: Il candidato Pedro Pablo Kuczynski ha un vantaggio
sottilissimo sulla rivale Keiko Fujimori dagli ultimi dati per la corsa alla presidenza
del Perù, ma la conta dei voti è ancora in corso.

Stati Uniti: mentre sono ancora in corso i conteggi dei voti
per le primarie in diversi stati, Hillary Clinton si è autoproclamata candidata
del Partito Democratico alla presidenza degli Stati Uniti, avendo raggiunto il
numero necessario di delegati se si contano i superdelegati che ancora non
hanno votato ma che hanno dichiarato di appoggiarla.