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La trasparenza di Raggi e Giachetti: non un lusso ma una prerogativa per gli amministratori
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La trasparenza di Raggi e Giachetti: non un lusso ma una prerogativa per gli amministratori

Il problema trasparenza per i candidati sindaco di Roma, tra praticantato omesso e proprietà banalizzate

07 Giu. 2016

Virginia Raggi per Fiorello è quella che a tutti i costi vuol dire l’elenco degli affluenti del Po. Oppure una poesia. Fin qui lo sfottò.

A me piacerebbe invece che ci spiegasse i suoi anni di praticantato presso lo studio Previti, trainata da quel professor Sammarco che tra le azioni legali conta anche un’azione contro Sabina Guzzanti. Non l’ha spiegato finora bene, si è trincerata dietro soluzioni tipo “il mio professore me l’ha proposto…”, insomma siamo ancora in debito di spiegazioni.

Si dirà. Non conta. No, invece conta. Perché la Raggi se ne è dimenticata al momento di proporre la sua scheda pubblica, un’omissione che non è suonata affatto bene.

Il ragionamento vale anche per Roberto Giachetti. Perché parlando dei suoi beni ha definito “due casaletti” la villa con piscina che ha nella campagna di Subiaco? Chi aspira a occuparsi della vita degli altri facendo l’amministratore deve essere trasparente.

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