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L’Isis ha bruciato vive 19 donne yazide in Iraq

Le ragazze sono state giustiziate nel centro di Mosul davanti a centinaia di spettatori per essersi rifiutate di concedersi ai miliziani del gruppo estremista

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L’agenzia di stampa curda indipendente ARA News ha reso noto che l’Isis ha giustiziato 19 ragazze yazide a Mosul, in Iraq, giovedì 2 giugno 2016.

Le vittime, che erano state rapite dai miliziani jihadisti per farne delle schiave sessuali, sono state messe in delle gabbie nel centro di Mosul e bruciate vive di fronte a centinaia di persone costrette a guardare senza poter fare niente per salvarle.

Un attivista locale ha riferito ad ARA News che le ragazze sono state punite per essersi rifiutate di concedersi ai miliziani dell’Isis.

Nell’agosto del 2014, il gruppo estremista ha preso il controllo della regione yazida di Shingle nel nord dell’Iraq, causando un fiume di quasi 400mila sfollati che si sono riversati a Duhok e Irbil, nel Kurdistan iracheno. Decine di migliaia erano rimasti intrappolati sul monte Sinjar ed erano stati vittima di massacri, rapimenti e violenze sessuali. Oltre tremila donne e ragazze yazide erano state rapite dai miliziani per farne schiave sessuali. 

Nel novembre 2015, i peshmerga curdi sostenuti dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti avevano liberato l’area ma migliaia di donne e ragazze yazide rimangono nelle mani dei miliziani a cui sono state vendute in Siria e Iraq, e subiscono violenze e abusi quotidiani.