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Le cartoline di Salvatore Besso in mostra a Roma

1.400 cartoline di fine Ottocento e inizio Novecento raccolte dal giornalista-viaggiatore Salvatore Besso saranno esposte in una mostra a Roma

Immagine di copertina

COMUNICATO STAMPA MOSTRA – Il 9 giugno 2016 verrà inaugurata a Roma l’esposizione di 1.400 cartoline, raccolte fra il 1895 e il 1912, dal giornalista Salvatore Besso, grande viaggiatore, inviato speciale del quotidiano “La Tribuna”, diretto da Olindo Malagodi. In mostra, in particolare, quelle del Giubileo del 1900, che ripristinava il più grande appuntamento religioso della Chiesa Cattolica, istituito nel 1300 da Bonifacio VIII.

Nel 1850, infatti, il  Giubileo non era stato  celebrato per le vicende politiche legate alla fine della Repubblica romana di Garibaldi e Mazzini; nel 1875, cinque anni dopo la breccia di Porta Pia, il Giubileo si svolse polemicamente in forma ridotta e senza l’apertura della Porta Santa. 

Il primo Giubileo del ventesimo secolo si celebrò, invece, con il consenso e la collaborazione dello Stato Italiano. Re Umberto I ne parlò dinanzi al Parlamento. Le cartoline, contrassegnate da un bollo dorato, riproducono le immagini fotografiche dei monumenti più importanti, religiosi e non, della Capitale.

Nelle dimensioni standard di 9×14 centimetri, le cartoline furono introdotte nel servizio postale nel 1869 dall’impero Austro-Ungarico e si diffusero rapidamente. Per la prima volta le comunicazioni a distanza erano composte non solo da parole ma anche da immagini e fu creato, senza rendersene conto, il primo network della storia. “L’immagine – si legge nella nota introduttiva della mostra- “naviga con i suoi  contenuti e trasferisce conoscenze da un punto all’altro” del pianeta.

La novità ebbe grande successo e diede vita ad un importante collezionismo. Già nel 1899 a Venezia si svolse una Mostra internazionale alla quale prese parte, ricevendo un premio, Salvatore Besso con la sua collezione dei preziosi cartoncini.

La diffusione delle cartoline, per usare un termine adatto ai “network” odierni, diventò “virale”, e accese l’interesse dei collezionisti. Besso ne catalogò oltre 8.000. 1.400 saranno esposte dal 9 giugno al 29 luglio presso la sede della Fondazione Marco Besso, in Largo Torre Argentina a Roma, visitabile dal lunedì al venerdì dalle13 alle 17

Ci sono immagini di viaggi in tutto il mondo (l’ultimo in Cina) e di scalate ardimentose (Besso arrivò fino alla cima del monte Fujiyama osannato dai giornali giapponesi). Grandi eventi, come il crollo del Campanile di San Marco a Venezia nel 1902, e l’inaugurazione del Vittoriano divennero immagini diffuse in circolazione per il mondo.

Lo stesso avvenne per casi politici appassionanti, come l’affare Dreyfus: le cartoline su questo tema erano “innocentiste”. La collezione riguarda anche  l’arte, con la preziosa serie disegnata da Basilio Cascella su costumi e mestieri,  la cultura e la storia, i fiori e tradizioni che non ci sono più come quella dei “Venditori di maccheroni”  sulle piazze di Napoli.

La mostra è stata ideata da Orsa Lumbroso, curata da Raffella Paleari e Carla Rivolta, illustrazione cartografia Laura Canali.