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Le famiglie di Falluja usate come scudi umani dall’Isis

L'Unhcr preoccupato per i civili rimasti intrappolati all'interno della città irachena mentre prosegue l'offensiva dell'esercito contro i miliziani estremisti

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L’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) ha riferito martedì 31 maggio 2016 che le forze dell’Isis stanno usando centinaia di famiglie come scudi umani nella città irachena di Falluja, mentre le forze governative avanzano nell’offensiva per sottrarre l’area al controllo dei miliziani estremisti.

Circa 3.700 persone hanno lasciato Falluja, che si trova a ovest della capitale Baghdad, nel corso della settimana passata.

“Sabato 28 maggio, l’Unhcr ha ricevuto notizia di vittime tra la popolazione civile nel centro di Falluja a causa dei pesanti bombardamenti, inclusi sette membri della stessa famiglia”, ha dichiarato il portavoce dell’Unhcr, William Splinder, durante una conferenza stampa.

“Ci è anche giunta notizia di alcune centinaia di famiglie che vengono usate come scudi umani dall’Isis nel centro di Falluja”, ha aggiunto Splinder.

Le informazioni sono state riferite da alcuni profughi che hanno parlato con il personale dell’Unhcr sul campo, ha precisato la portavoce Ariane Rummery.

“La maggior parte dei profughi proviene dalla periferia di Falluja. Per qualche tempo i miliziani hanno controllato i movimenti, sappiamo che ai civili è stato impedito di fuggire. I profughi che sono arrivati negli ultimi giorni ci hanno anche riferito che ai civili viene richiesto di trasferirsi con l’Isis all’interno di Falluja”, ha dichiarato Rummery a Reuters.

Durante la notte, i miliziani del sedicente Stato islamico hanno contrattaccato arrestando l’offensiva dell’esercito iracheno nel distretto meridionale di Falluja.

Le autorità irachene hanno fermato circa 500 uomini e ragazzi sotto i 12 anni per condurre controlli di sicurezza mentre lasciano la città. Gli accertamenti potrebbero durare anche sette giorni, ha detto Splinder.

“Ma le persone vengono rilasciate dopo le procedure e, stando a quanto ci è stato riferito, 27 di loro sono stati rimessi in libertà lunedì dopo i controlli”.