Me

Lo spot cinese che ha indignato la rete per il suo razzismo

Sta diventando virale un nuovo spot televisivo cinese per un detersivo, che ha fatto scandalo per i toni razzisti che sembra implicitamente promuovere

Immagine di copertina

Sta diventando virale in rete un nuovo spot televisivo
cinese per un detersivo, che ha fatto scandalo per i toni razzisti che sembra
implicitamente promuovere.

Lo spot di 50 secondi mostra una donna asiatica che in una lavanderia
incontra un uomo di colore che sembra avere delle macchie di vernice bianca sul
volto. A quel punto, la donna dà l’idea di voler sedurre l’uomo e lo fa
avvicinare a sé, ma proprio quando lui sta per baciarla, lei a sorpresa gli
mette una capsula di detersivo in bocca e lo getta dentro la lavatrice più
vicina.

Poi, dopo qualche secondo in cui il detersivo Qiaobi fa il
suo effetto, la donna riapre lo sportello della lavatrice e ne emerge un uomo
dai tratti asiatici e con tanto di maglietta bianca a simboleggiare lo “sbiancamento”
totale prodotto dal detersivo.

Lo spot riprende quasi in tutto e per tutto un’altra
pubblicità, questa volta italiana, che però, pur potendo essere considerata “razzista”
sotto alcuni punti di vista, aveva scatenato sicuramente meno polemiche: nello
spot in questione, risalente al 2007, si vedeva una giovane donna italiana alle
prese con il suo compagno, anche lui dai tratti italiani, decisamente poco
attraente. Anche lì il malcapitato veniva infilato in una lavatrice, ma questa
volta, dopo aver aggiunto il detersivo di colore nero, riemergeva come un uomo
di colore palestrato e attraente.

Secondo un blog di cultura cinese, The Shanghaiist, in Cina lo spot non ha ricevuto critiche (a
differenza che nel resto del mondo) perché riflette il punto di vista di molti cittadini:
“A causa di standard di bellezza tradizionali che valorizzano la pelle
bianca, molti cinesi hanno una fobia consolidata della pelle scura, e questo
punto di vista purtroppo genera anche atteggiamenti razzisti nei confronti
delle persone di origine africana, che sono visti da alcuni come ‘sporchi’
semplicemente a causa del colore della pelle”.