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I consigli di un maestro di meditazione per non essere più dipendenti dallo smartphone

Dopo essersi reso conto di essere diventato dipendente dal suo smartphone, un insegnante di meditazione ha deciso di disintossicarsi attraverso 5 metodi

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Dopo essersi reso conto di essere diventato dipendente dal
suo smartphone, un insegnante di meditazione statunitense, Jon Krop, ha deciso
di dedicarsi a capire quale strada intraprendere per cercare di liberarsi da
questa necessità.

Krop ha dichiarato al sito Upworthy di aver notato che la
sua era una vera e propria dipendenza perché, nonostante fosse riuscito a stare
dieci giorni senza accedere al telefono durante un ritiro meditativo, non
appena questo è finito ha sentito il bisogno impellente di controllare le
notifiche perse in quelle giornate passate a contatto con la natura.

Il problema, secondo Krop, sta nel nostro essere dipendenti
dalle distrazioni, più che dallo smartphone in sé, che però è ovviamente un
ottimo luogo dove cercarne: sentiamo il bisogno continuo di riempire i
nostri tempi morti con qualcosa.

Non si tratta certo di una novità: già nel diciassettesimo
secolo, lo scienziato e filosofo Blaise Pascal sosteneva che “le miserie di
tutti gli uomini derivano dal fatto di non essere capaci di starsene seduti in
una stanza silenziosa da soli”.

Naturalmente Internet, specialmente via telefono, ha
peggiorato il problema: non appena ci liberiamo dagli impegni e siamo in un
momento “di transito” della nostra giornata, che sia una pausa caffè o un
viaggio in metropolitana, ci lanciamo su applicazioni come Facebook, Twitter e
Whatsapp per distrarci.

Ecco quindi cinque maniere suggerite dall’insegnante di
meditazione per cercare di liberarsi da questa dipendenza nella vita
quotidiana:

1. La prossima volta che prendete la metropolitana, cercate
di non tirare fuori il telefono, o un libro, e di non dedicarvi ad alcuna
distrazione fino alla fermata successiva.

Potreste approfittarne per focalizzare la vostra attenzione sul
vostro respiro, osservare le persone intorno a voi, o non fare nulla in
particolare, per capire cosa si prova a stare anche solo il tempo di una
fermata senza dover riempire il proprio tempo.

2. Quando dovete andare a piedi da qualche parte, provate a
lasciare le cuffie in tasca.

Cercate di non ascoltare musica o podcast, e non guardare il
telefono. Godetevi la semplicità di camminare senza distrazioni.

3. Probabilmente molti di voi leggono anche quando vanno in bagno. Anche
questa può essere un’occasione per mettersi alla prova e cercare di non
approfittare necessariamente della comodità di uno smartphone a portata di
mano.

4. Non controllate il telefono e il computer prima di
esservi lavati e aver fatto colazione. Sarà un modo per iniziare la giornata in
uno stato mentale più pacifico, e vi accompagnerà anche per il resto del
giorno.

5. Selezionare quali notifiche far apparire.

Anche quando si cerca di evitare i nostri telefoni, è facile
che siano loro a farsi notare con suoni, vibrazioni e notifiche di ogni sorta.
Un buon metodo per non avere l’ansia di controllare continuamente cosa sta
succedendo è quello di attuare una selezione delle applicazioni che possono “disturbarci”,
e silenziare le altre, in modo da non essere distratti per motivi poco
importanti.

Secondo Krop, se si persevera in questi tentativi senza
lasciarsi tentare non appena sentiamo il bisogno di accendere il telefono, si
scoprirà poi che quei “tempi morti” prima temuti sono in realtà qualcosa da
assaporare con gusto, non qualcosa da temere.