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Lo scandalo del mercato nero delle tesi in Russia
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Lo scandalo del mercato nero delle tesi in Russia

Importanti esponenti dell’élite politica ed economica del paese avrebbero plagiato altri lavori o commissionato la scrittura della propria tesi a un ghost writer

24 Mag. 2016

Uno scandalo legato a un mercato nero delle tesi di laurea è
di recente emerso in Russia. Non si tratta quindi delle reti criminali che
contrabbandano armi e petrolio, ma di prominenti personalità politiche che si
rivolgono a società di professionisti per copiare o farsi scrivere le tesi
universitarie.

Sergei Naryshkin, presidente della Duma di Stato – il più
importante organo parlamentare russo – e esponente di primo piano del partito
di Vladimir Putin “Russia Unita”, è stato accusato di aver commissionato la sua
tesi di dottorato a un ghost writer
che ha copiato larghe parti della sua tesi sugli “investimenti esteri in Russia
come fattore di sviluppo economico”.

Naryshkin è solo una delle personalità coinvolte nello
scandalo. Più di mille esponenti dell’élite russa sono stati accusati di aver
commesso un plagio. Politici, giudici, rettori di varie università del paese,
ma anche il ministro della Cultura, il governatore di San Pietroburgo e il capo
della più importante autorità investigativa nazionale sono finiti nella lista
nera stilata da Dissernet.

Dissernet è il
sito gestito volontariamente da ricercatori e giornalisti che si occupano di
identificare coloro che ricorrono al mercato nero delle tesi per ottenere importanti
titoli di laurea e fare carriera. Il team lavora con l’aiuto di un software che
preseleziona i casi sospetti.

Andrei Rostovtsev, co-fondatore di Dissernet, ha dichiarato che “la macchina lavora incessantemente e sceglie i
possibili casi rilevanti. Il software seleziona un paper dalla banca digitale, analizza le sovrapposizioni e, se ne rileva
troppe, ce lo segnala. I nostri ricercatori valutano quindi se si tratta effettivamente
di plagio”.

Questa rete informale e non gerarchica di attivisti anonimi
ha come scopo finale quello di riuscire a spingere la Russia verso un sistema
accademico e politico più meritocratico. Secondo Sergei Parmolenko, giornalista
russo di primo piano che si è unito al team del sito, essere riusciti a spaventare
le alte cariche del paese e a diminuire in questo modo il tasso di corruzione
rappresenta la vera vittoria di Dissernet.

Parmolenko ha aggiunto che “è molto importante etichettare
come disonesti e rovinare la reputazione dei politici che copiano o pagano per
ottenere una laurea. Prima o poi la gente capirà”.

Le autorità russe hanno di recente avviato delle riforme
anticorruzione e sciolto commissioni accademiche che avevano chiuso un occhio o
favorito le irregolarità. Tuttavia, le complicità rimangono ancora molto
diffuse a tutti i livelli politici e sociali del paese.

Si stima che il 4 per cento di tutte le tesi in Russia siano
state scritte rubando il lavoro di altri ricercatori, ma questa statistica non
prende in considerazione coloro che pagano per avere un’opera originale.

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