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Crolla una miniera di giada illegale in Birmania, 13 morti

Le pareti di un pozzo profondo diverse centinaia di piedi sono collassate sui minatori. Potrebbero esserci altre persone rimaste sepolte

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Il collasso di una miniera illegale nel nord della Birmania ha causato la morte di 13 persone, ha riferito un residente locale coinvolto nei soccorsi martedì 24 maggio 2016.

Le pareti del pozzo nel villaggio di Weikha – che fa parte del distretto di Hpakant, centro di estrazione della giada – sono crollate lunedì 23 maggio a causa delle pesanti piogge che si sono abbattute sulla regione.

“Abbiamo trovato 13 corpi e trasportato in ospedale 14 persone rimaste ferite”, ha dichiarato Naw Li, che ha partecipato alle operazioni di soccorso.

Due persone risultano ufficialmente disperse, ma non è chiaro quante persone siano rimaste sepolte nel crollo.

Un deputato della Lega nazionale per la democrazia (Nld), Khin maung Myint di Hpakant, ha riferito che gli uomini stavano lavorando illegalmente in una miniera abbandonata quando le pareti sono collassate. 

Il pozzo è profondo diverse centinaia di piedi e instabile, cosa che rende i soccorsi difficili perché si temono altri crolli.

I minatori, molti dei quali provengono da altre regioni del paese, passano svariate ore di lavoro in condizioni pericolose per una paga irrisoria, ed estraggono la giada che è molto apprezzata nella vicina Cina.

Non è infrequente che questi lavoratori perdano la vita e nel distretto si sono verificati altri incidenti. Il governo di Aung San Suu Kyi, leader del Nld, ha promesso di migliorare le condizioni di sicurezza e un giro di vite sulle operazioni clandestine di estrazione.