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La Philip Morris non può fare causa all’Australia

Lo ha deciso un tribunale internazionale dopo che Canberra ha introdotto una legge per vendere le sigarette senza marchio, scatenando l'ira delle grandi del tabacco

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Un tribunale d’arbitrato internazionale ha respinto il tentativo da parte della casa produttrice di sigarette statunitense Philip Morris di fare causa all’Australia.

La decisione giunge dopo che il governo australiano nel 2012 aveva introdotto una legge per vendere pacchetti di sigarette senza marchio con il fine di ridurre il numero di fumatori, scatenando tuttavia l’ira delle multinazionali del tabacco

La corte di arbitrato internazionale dell’Aia, nei Paesi Bassi, ha stabilito in un documento visionato dal quotidiano britannico The Guardian di non avere giurisdizione in merito e che l’iniziativa legale della Philip Morris costituisce un abuso di diritto.

La multinazionale del tabacco, proprietaria di alcuni dei marchi di sigarette più famosi al mondo come la Marlboro, si era rivolta al tribunale sostenendo che la decisione dell’Australia viola il diritto della proprietà intellettuale del marchio.

L’Australia ha accolto con favore la decisione sostenendo che “l’adozione dei pacchetti senza marchio è una misura di salute pubblica legittima”. Secondo gli esperti potrebbe diminuire il numero di fumatori di almeno il 2 per cento.

Dopo l’Australia nel 2012, all’inizio di marzo era stata la volta della Repubblica d’Irlanda, anche se la legge di Dublino diventerà effettiva non prima dal 2017, e la Gran Bretagna.