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Il museo privato che ricorda Mao in una Cina che preferisce dimenticare

Nel cinquantesimo anniversario della Rivoluzione Culturale la politica cinese tace, ma il collezionista Fan Jianchuan tiene aperto il suo museo di reperti d'epoca

Immagine di copertina

Oggi 16 maggio 2016 si celebra il 50esimo anniversario della
cosiddetta Rivoluzione Culturale, che portò Mao Tse-Tung a dare inizio a un’epoca
di durissima repressione di ogni attività di opposizione al governo centrale.

Oggi in Cina però questo anniversario passa volutamente
inosservato per ordine delle autorità, e per quella che è stata un’epoca
determinante nel dare luogo alla Cina di oggi non è previsto alcun evento
particolare.

Nella provincia di Sichuan, nel sudovest della Cina, però, un
collezionista privato non rinuncia ad esporre gli oggetti di sua proprietà relativi
al periodo 1966-1976.

Fan Jianchuan, che ha aperto il suo museo al pubblico nel
2005, crede infatti che mostrare sia più utile che nascondere, se si vuole
imparare qualche lezione dal passato, e per questo continua anche in questo
giorno particolare a tenere aperta la sua collezione a tanti studenti che non
hanno mai studiato questo periodo nei libri di scuola.

Nella gallery, le immagini del singolare museo.