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Il quinto anniversario del movimento degli indignados

Cinque anni dopo la nascita del movimento 15-M, che riprende la data del 15 maggio 2011, una manifestazione ha attraversato di nuovo la capitale spagnola

Immagine di copertina

Migliaia di persone hanno celebrato ieri a Madrid il quinto
anniversario del Movimento 15-M,
meglio noto come il movimento degli indignados,
gli indignati. La manifestazione è partita da Plaza de Cibeles per terminare
nello storico centro della mobilitazione popolare, la Puerta del Sol.

Il Movimento 15-M è nato nel 2011 con il fine di organizzare
una vasta mobilitazione pacifica di protesta e dare voce ai cittadini scontenti
del sistema politico ed economico spagnolo e internazionale, considerato
indifferente alle sofferenze delle persone comuni.

Gli indignati hanno come obiettivo il raggiungimento di una
forma di democrazia più partecipativa ed egualitaria, la garanzia del
riconoscimento di alcuni diritti fondamentali – diritto alla casa, al lavoro,
alla cultura, alla salute, all’educazione, alla partecipazione politica –, solidarietà
sociale e sostenibilità ecologica.

I cittadini hanno sfilato per le strade di Madrid scandendo
gli slogan storici, tra i quali “Sì, si può!” e “Non ci rappresentano!”. Altri,
invece, sono stati scanditi a sostegno del popolo palestinese, dell’impeachment
dell’ex presidente del Brasile Dilma Rousseff e dei rifugiati siriani.

Il quinto anniversario del Movimento porta alla luce i
problemi di sempre legati alla classe politica spagnola in un contesto politico
radicalmente cambiato. Nel 2011 la Spagna dell’allora primo ministro José Luis
Zapatero era nel pieno di una devastante crisi economica, ma il sistema
bipartitico caratterizzato dall’alternanza al potere di popolari e socialisti
sembrava intoccabile.

Nel 2016 una profonda crisi politica, caratterizzata da
crescenti spinte centrifughe, con la Catalogna che preme sull’acceleratore
dell’indipendentismo, impedisce al paese di formare un governo.

Le prossime elezioni del 26 giugno potrebbero vedere Podemos, la nuova formazione politica
che è riuscita a incanalare il malcontento degli indignati, effettuare lo
storico sorpasso ai danni del Partito Socialista e conquistare il governo.
Tuttavia, il partito di Pablo Iglesias si è tenuto ai margini delle celebrazioni
del 15 maggio e numerosi collettivi hanno sottolineato che il Movimento non
deve essere strumentalizzato da nessuna forza politica.

Le manifestazioni popolari di Madrid hanno ispirato la
nascita di movimenti simili in tutto il mondo. Cinque anni dopo, manifestanti
in altre 130 città di 28 paesi diversi hanno seguito l’esempio spagnolo festeggiando
l’anniversario della prima mobilitazione. In particolare, Parigi raccoglie il
testimone di Madrid.

Nella capitale francese, infatti, il movimento degli indignati è tornato di
attualità e risorge nelle vesti del Movimento
Nuit Debout, “notte in piedi”. La neonata versione francese del 15-M protesta contro la nuova riforma
del lavoro francese, riprendendo i temi principali delle proteste spagnole.

Secondo un esponente del Collettivo parte del Movimento Democracia Real Ya, l’esperienza di
Parigi “rappresenta un nuovo impulso nella lotta mondiale contro la dittatura
della finanza, lo sfruttamento delle persone e la distruzione dell’ambiente”.