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Cosa è successo il 4 maggio nel mondo
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Cosa è successo il 4 maggio nel mondo

Un riassunto semplice e chiaro di quello che è successo oggi nel mondo

04 Mag. 2016

Stati Uniti: clamoroso colpo di scena alle primarie statunitensi. Ted Cruz e John Kasich abbandonano la corsa per la Casa Bianca dopo i risultati delle elezioni nello stato dell’Indiana. Donald Trump ha ora la strada spianata verso la nomination repubblicana per le presidenziali. Una cocente sconfitta quella di martedì 3 maggio, che ha spinto il senatore del Texas a ritirarsi dalle primarie repubblicane. Nel pomeriggio di mercoledì 4 aprile anche John Kasich, secondo quanto annunciato dall’emittente televisiva NBC, avrebbe deciso di interrompere la sua corsa alla Casa Bianca.

– Regno Unito: Khan, quarantacinquenne avvocato per i diritti umani e deputato dal 2005, potrebbe diventare il primo sindaco musulmano della capitale britannica. Il 5 maggio, gli elettori londinesi saranno chiamati ad eleggere il successore di Boris Johnson, e secondo i sondaggi il favorito è Khan, con dieci punti di vantaggio sul suo rivale, il conservatore Zac Goldsmith, che ha un background profondamente diverso dal candidato laburista, proviene infatti da una ricca famiglia euroscettica del Regno Unito. “Sadiq Khan conosce intimamente la vita multiforme di Londra”, scrive il Guardian. “È lui la scelta migliore come sindaco di Londra, non importa la sua razza, religione o classe sociale”. 

– Regno Unito: il servizio sanitario nazionale della Gran Bretagna ha concesso a Google l’accesso alle informazioni e ai dati personali di circa un milione e mezzo di cittadini. Le informazioni saranno a disposizione dell’azienda hi-tech Google DeepMind, una società collegata a Google, per sviluppare un sistema che permette di identificare le persone che rischiano di sviluppare malattie ai reni e avvertire immediatamente i medici. L’azienda assicura che i dati saranno crittografati e impossibili da leggere per lo stesso Google, che non potrà quindi identificare nessuno dei pazienti per fini commerciali.

– Egitto: il ministero dell’Interno egiziano ha inviato “per errore” una email a rappresentanti dei media e giornalisti in cui emerge una strategia per colpire il sindacato dei giornalisti e intimidire le voci dell’opposizione. Lo scandalo coinvolgerebbe anche l’Italia, perché nel testo si parla di un “ordine di riservatezza” che il dicastero ha chiesto di emettere alla procura generale egiziana sull’omicidio del ricercatore Giulio Regeni. “Per quanto riguarda la gestione mediatica dell’omicidio di Regeni e il ritrovamento dei suoi effetti personali nell’abitazione di uno dei componenti della banda ucciso il 24 marzo scorso a Heliopolis” si legge nella mail “e dopo gli sviluppi medicatici successivi e l’intenzione di alcuni organi di stampa di accusare il ministero dell’Interno in questo caso, chiediamo a sua Eccellenza di coordinarsi con il signor Procuratore generale per emettere un ordine di riservatezza sul caso sino alla fine dell’inchiesta”. 

– Italia: un cittadino egiziano di 32 anni è stato trovato morto venerdì 29 aprile su un binario della ferrovia nei pressi di Napoli. L’uomo è stato trovato con lividi al volto e alla testa. “Un parente ne ha informato oggi l’ambasciata egiziana durante la presentazione di una richiesta formale alla polizia di Napoli per ottenere il corpo e gli effetti personali”, ha detto il portavoce del ministero egiziano Abu Zeid, aggiungendo che il Cairo segue “con grande attenzione” il caso. In Egitto la stampa locale ha immediatamente fatto un paragone con il caso Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano trovato morto al Cairo lo scorso 3 febbraio con evidenti segni di tortura. 

– Turchia: la commissione europea dovrebbe dichiarare oggi se la Turchia ha raggiunto i 72 criteri previsti dall’accordo per la liberalizzazione dei visti dei cittadini turchi verso i paesi dell’area Schengen. Il prossimo step riguarda l’approvazione dell’accordo da parte del parlamento europeo e dei governi nazionali degli stati membri. Il 4 maggio era il termine previsto dai negoziati con Ankara. I 72 punti della roadmap stabilita durante i negoziati sono organizzati in cinque blocchi: documenti, gestione della migrazione, ordine pubblico e sicurezza, diritti fondamentali e riammissione dei migranti irregolari. La liberalizzazione dei visti era stata offerta alla Turchia in cambio dell’accoglienza dei migranti arrivati in Grecia, in base all’accordo siglato tra Ankara e Bruxelles lo scorso 17 e 18 marzo. 

– Canada:  un enorme incendio boschivo fuori controllo in Canada sta minacciando la città di Fort McMurray, nella provincia di Alberta. Alcuni quartieri periferici sono stati distrutti dalle fiamme. L’incendio finora non ha causato vittime, ma le autorità municipali martedì 3 maggio sono state costrette a dare l’ordine di evacuazione a 80mila abitanti della città. Il caldo inusuale, la siccità e i forti venti rendono il lavoro dei vigili del fuoco ancora più difficile. 

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