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Berlino dice no ad Airbnb per tenere bassi gli affitti
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Berlino dice no ad Airbnb per tenere bassi gli affitti

La capitale tedesca ha vietato l’affitto di appartamenti ai turisti con l'obiettivo di mantenere il prezzo delle case accessibile ai cittadini locali

03 Mag. 2016

Negli ultimi anni, il sito per affittare appartamenti Airbnb
ha avuto grande successo, soprattutto perché ognuno può mettere a disposizione
la propria casa o la propria stanza quando non la usa e arrotondare così lo
stipendio.

Per la società in questione, però, non ci sono buone notizie
in Germania: la città di Berlino ha infatti vietato per legge l’affitto di interi
appartamenti attraverso Airbnb (così come attraverso i suoi concorrenti), nel
tentativo di proteggere il prezzo accessibile degli alloggi per i propri cittadini.

Promettendo multe salate, le autorità della città tedesca sperano
di mantenere gli affitti bassi, visto che, dopo il successo dei vari portali di
appartamenti in affitto online, il numero di proprietà disponibili a lungo
termine era crollato.

La nuova legge, chiamata Zweckentfremdungsverbot,
è entrata in vigore il primo maggio 2016 e vieta l’affitto a breve termine di
interi appartamenti ai turisti senza un permesso della città.

I non residenti potranno quindi solo affittare singole camere tramite portali internet, non interi appartamenti e case.

Un portavoce di Airbnb, Julian Trautwein, ha dichiarato al
riguardo: “I berlinesi vogliono regole chiare e semplici per continuare a
condividere la propria casa con gli ospiti. Continueremo a incoraggiare i
responsabili politici di Berlino ad ascoltare i loro cittadini e a seguire
l’esempio di altre grandi città come Parigi, Londra, Amsterdam o Amburgo”.

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