Me
Un hashtag per dire quanto sono terribili gli affitti a Londra
Condividi su:

Un hashtag per dire quanto sono terribili gli affitti a Londra

Con la campagna Twitter e Tumblr #VentYourRent, moltissimi inquilini di appartamenti londinesi stanno condividendo col mondo le proprie condizioni abitative disastrose

28 Apr. 2016

A meno che non si abbiano disponibilità economiche piuttosto
notevoli, chiunque abbia vissuto a Londra sa che la situazione abitativa può
essere insostenibile.

Affitti altissimi, condizioni igieniche da film dell’orrore
e stanze minuscole sono all’ordine del giorno, e tutto ciò vale spesso anche
per aree della città lontanissime dal centro.

Se cambiare questa situazione può essere un’utopia, si può
quantomeno denunciarla pubblicamente, magari facendolo con ironia. Dev’essere
questo ciò che hanno pensato gli ideatori della campagna Twitter e Tumblr
#VentYourRent (o in alcuni casi #Rantyourrent), che a partire dal 26 aprile ha portato moltissimi inquilini di
appartamenti londinesi a unirsi nel condividere col mondo le proprie condizioni
abitative disastrose.

Le regole sono molto semplici: basta tenere in mano un
foglio di cartone su cui scrivere il costo dell’affitto, il quartiere e i
peggiori difetti della casa e inserirlo in rete, oppure postare direttamente
una foto con didascalia delle parti meno dignitose dell’appartamento.

Ecco così che alcuni denunciano la presenza di scarafaggi
nonostante un affitto mensile di 570 sterline, oppure chi si ritrova con una
stanza così piccola da non avere neanche lo spazio per un letto singolo, o ancora
chi si ritrova a cenare in compagnia dei topi.

Altre storie includono stanze da 2×2,2 metri di superficie,
buchi nel soffitto sopra al proprio letto o vetri rotti nelle finestre di
appartamenti da 700 sterline al mese.

Nella gallery, alcune delle situazioni più drammatiche
emerse attraverso l’hashtag #VentYourRent.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus