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Akihabara, la città elettrica di Tokyo

Un viaggio nel quartiere giapponese con la più grande concentrazione di negozi tecnologici

Immagine di copertina

Erano gli anni Trenta del Novecento quando il frequentato quartiere di Akihabara, nella zona nord di Tokyo, iniziò ad essere il principale centro della vendita degli elettrodomestici, strumenti all’epoca decisamente all’avanguardia, dell’intero Giappone.

Questo prima ancora che dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il Giappone si ritrovò con un’impressionante quantità di materiale bellico che, viste le pesanti condizioni della sconfitta, non poteva usare per produrre armi, usandolo per sviluppare una delle più fiorenti industrie elettroniche del pianeta.

Fu così che il quartiere di Akihabara iniziò ad essere soprannominato Denki Gai, un termine giapponese che significa “la città elettrica”.

Negli anni Ottanta, quando gli elettrodomestici iniziavano a perdere il loro fascino futuristico, divenendo a tutti gli effetti un prodotto di consumo diffuso in tutte le case del Giappone, i negozi iniziarono a vendere prodotti tecnologici, specializzandosi in computer, videogiochi e articolo di questo genere.

Nonostante in quegli anni il Giappone stesse attraversando alcuni problemi economici dovuti alla crisi del mercato energetico, ad Akihabara ci fu una crescita notevole dei clienti dovuta alla nuova vocazione del quartiere.

I negozi vicini si facevano una guerra dei prezzi nel tentativo di aumentare le vendite, all’ombra delle insegne luminose della Sony e delle numerose marche tecnologiche.

La presenza di venditori di videogiochi ha inoltre reso Akihabara un centro per la subcultura Otaku, come vengono definiti i giapponesi appassionati di manga e anime.

Oggi Akihabara è probabilmente uno dei quartieri al mondo con la più ampia concentrazione di negozi di articoli tecnologici e manga, e lungo la sua strada principale, Chuo Dori, c’è un continuo via-vai di appassionati di elettronica e semplici curiosi.