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La lettera di un bambino autistico
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La lettera di un bambino autistico

Doveva essere un tema in cui gli alunni raccontavano di loro stessi, ma Benjamin ha scritto una vera poesia in rima diventata virale

24 Apr. 2016

Benjamin Giroux ha dieci anni e fin dalla nascita è affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo. Durante un compito in classe, assegnato dalla maestra agli alunni della scuola elementare Cumberland Head, a New York, Benjamin ha finito per scrivere un poema dal titolo semplice ma significativo “I Am”. 

L’insegnante aveva richiesto a ciascun alunno di descriversi e di raccontare la propria vita quotidiana. Benjamin ha fatto molto di più ed è riuscito a comporre un poema in versi. 

Qui sotto pubblichiamo la versione originale. 

“Sono strano, sono nuovo

mi piacerebbe che lo fossi anche tu

sento voci nell’aria

vedo che a te non capita e questo non è giusto

voglio non sentire blu (sentirmi triste ndt)

sono strano, sono nuovo

faccio finta che lo sia anche tu

mi sento come un ragazzo nello spazio profondo

tocco le stelle e mi sento fuori posto

mi preoccupo di cosa pensano gli altri

piango quando gli altri ridono, mi fa chiudere in me stesso

sono strano sono nuovo

capisco che lo sei anche tu

dico che “mi sento come un naufrago”

sogno un giorno che sia ok

cerco di starci dentro

spero di riuscirci un giorno

sono strano, sono nuovo

La poesia è stata condivisa dalla famiglia di Benjamin sulla pagina Facebook dell’Associazione nazionale autismo, riscontrando un ottimo successo. In una dichiarazione rilasciata all’edizione americana di Huffington Post, il padre di Benjamin ha precisato di aver voluto condividere il lavoro del figlio con altri genitori costretti ad affrontare le medesime sofferenze.

“Ho voluto mostrare a Benjamin che lui non è strano, né tanto meno è solo o isolato e che il suo problema è qualcosa da abbracciare e non qualcosa che possa trattenerlo”, ha raccontato Sonny. 

“I mi piace, le condivisioni e le migliaia di commenti che la poesia ha ricevuto hanno fatto sentire Benjamin in sintonia con questo mondo”. 

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